Gaspare De Lama:”Vi racconto il Caso Amicizia”

Incontro Gaspare de Lama in un tiepido pomeriggio di autunno. Mi accoglie nella sua casa di fronte al Lago di Como-sul ramo lecchese- dalla vista impagabile specie in una giornata come questa, con il cielo così terso e luminoso. Ma non sono qui per il paesaggio. Ho chiesto e ottenuto un’ intervista, per conoscere la sua verità su una delle vicende ufologiche più discusse e controverse degli ultimi 50 anni: il Caso Amicizia.

GASPARE DE LAMA E LA MOGLIE MIRELLA

“Io mi interessavo già di ufo, come ufologo dilettante “- comincia il suo racconto. “All’epoca non c’erano riviste che ne parlassero. Un giorno vedo un libro, scritto dal console Alberto Perego, che è stato il primo ad aver davvero capito tutto. Gli ho scritto, è venuto a Milano a casa mia a trovarmi con i suoi libri, sono diventato molto amico. Era un uomo stupendo, un idealista magnifico.  Da ultimo lo mandarono in Brasile, a Belo Orizonte: l’hanno relegato là perché parlava di ufo, negli ambienti diplomatici lo chiamavano il ‘console pazzo’. È stato lui a farmi capire tante cose.

In seguito ho trovato un articolo su un settimanale e ho scritto al giornalista una lettera semplicissima.  Dopo qualche giorno, ho ricevuto una sua telefonata: chiedeva di vederci. È venuto a casa mia la sera stessa, c’era anche mia moglie: un tipo molto simpatico, molto affabile. Mi ha detto tutto: mi ha parlato di basi aliene, ripetendomi le stesse cose che mi aveva detto Perego. Qualche giorno dopo, mi ha fatto conoscere Bruno.”

Il console, il giornalista e Bruno– ovvero, Bruno Sammaciccia. Grazie a loro, Gaspare De Lama viene a conoscenza di una realtà a dir poco incredibile: un gruppo di extraterrestri, insediati in una base sotterranea in Italia, si è manifestato ad alcuni giovani di Pescara. Il contatto avviene nella primavera del 1956, durante un’escursione (con tanto di caccia al tesoro) che Bruno compie con gli amici Giulio e Giancarlo alla Fortezza Pia, una rocca che domina Ascoli Piceno. I tre vengono avvicinati da due esseri in tutto e per tutto dall’aspetto umano, ad eccezione delle loro dimensioni: uno è alto poco più di un metro, l’altro circa tre.

Dopo questo primo incontro, ne avvengono molti altri ai quali partecipano sempre più persone. Il gruppo degli amici si allarga con il passaparola e ne entra a far parte anche Gaspare De Lama insieme a decine di altri “insospettabili”: professori, ingegneri, operai, giornalisti, impiegati, casalinghe, persino (dicono…) un futuro Premio Nobel.  Tra di loro li chiamano “W56” – anche se il vero nome degli alieni è Akri, “i Saggi” in sanscrito.

IL LIBRO DI STEFANO BRECCIA CHE HA FATTO ESPLODERE IL CASO AMICIZIA

Ma all’esterno non trapela nulla: per decenni l’intera vicenda rimarrà un segreto. Il Caso Amicizia esplode solo nel 2007, quando Sammaciccia, poco prima di morire, chiede all’amico Stefano Breccia di mettere per iscritto quei fatti straordinari di cui era stato testimone per mantenerne per sempre il ricordo. Il libro “Contattismi di massa” svela la storia al mondo e scatena una ridda di polemiche.

Un racconto assurdo, testimoni inaffidabili, totale assenza di prove: gli scettici mettono in dubbio l’intera vicenda e gettano discredito su alcuni dei protagonisti. Sembra una grande truffa o un colossale scherzo, anche se non si sa bene a vantaggio di chi e per quale scopo. Ma adesso davanti a me c’è un uomo che quelle esperienze dice di averle vissute davvero e ne serba ancora un ricordo vivido, a distanza di tanti anni. Esperienze che lo hanno segnato e cambiato, ma che di certo non lo hanno reso né ricco né famoso. Ecco perché sono qui: per ascoltare.

“Tra noi non c’erano capi o sottocapi, ma Bruno era colui che teneva un po’ le fila. Aveva anche un nucleo impiantato da loro vicino all’orecchio, come se fosse una specie di cellulare, con il quale poteva ricevere telepaticamente. Era un uomo stupendo, molto ‘caliente’, molto colto, devoto di san Francesco e dei frati francescani.  Mi ha tenuto per mano fino alla fine di questa mia esperienza durata 5 anni, alla quale devo molto, devo tutto. Davanti a lui ho cominciato a vedere i loro apporti, quando pioveva giù dal soffitto del materiale, ad esempio bobine con le loro voci incise, con le indicazioni su cosa fare, oppure erano loro a richiedere la frutta- interi camion di frutta che sparivano …”

Ecco alcune delle assurdità che hanno lasciato gioco facile ai detrattori. La storia del Caso Amicizia è fatta anche di questi particolari quasi paradossali: gli alieni domandavano ai loro compagni umani derrate alimentari oppure barili di acqua. I tir venivano parcheggiati in un determinato punto e mentre gli autisti erano distratti con la scusa di un caffè, l’intero contenuto veniva smaterializzato in un istante. Scompariva letteralmente alla vista, in una sorta di teletrasporto ante-litteram, qualche anno prima però che gli autori di Star Trek lo inventassero…

UNO DEGLI UFO RIPRESI "SU APPUNTAMENTO" DA GASPARE DE LAMA

Fatti pazzeschi, avvenuti anche sotto gli occhi di De Lama. “Io sono sincero- ammette ora-  a volte mi sono venuti dei dubbi: perché mai degli esseri con tecnologia così avanzata avevano bisogno di acqua,  con il mare lì di fianco? Forse ci mettevano alla prova, per verificare la nostra devozione nei loro riguardi, la nostra premura. Ho anche pensato che fosse un teatrino, una messa in scena.

Ma quando pensavo così, mi si accendeva la radiolina che avevo sempre con me, compariva la voce di Sigir o di un altro personaggio che chiamavamo Dimpietro, che diceva:“Gaspare, cambia pensieri!” Al che io mi vergognavo come un bambino piccolo, sorpreso con le mani  nel vasetto della marmellata. A volte proprio indovinavano i miei pensieri, altre volte invece io facevo domande alle radiolina e loro mi rispondevano, come se fosse anche ricevente…”

Immaginate la scena: sono i primi anni ’60, avete una radiolina a transistor sul tavolo e all’improvviso, da lì, anziché sentire il notiziario o una canzone, si manifesta una voce che vi legge nella mente. E Gaspare De Lama, con il candore- ancora oggi- di un bambino mi sta dicendo che le cose andavano proprio così. Come poteva non credere che quelle entità venissero davvero da un altro mondo? Non solo. Per dargli un’ ulteriore prova della loro superiorità, i W56 accettarono di mostrare le loro astronavi nel luogo e nell’ora stabilita da Gaspare, per dargli modo di portare con sè una cinepresa. Immagini eccezionali,  tuttora esistenti, che saranno trasmesse lunedì 7 gennaio, alle 19, su Italia 1, nella puntata speciale di Extremamente dedicata proprio al Caso Amicizia.

“Più che dischi volanti da trasporto, dovremmo chiamarli laboratori volanti. Ogni astronave ha una sua funzione: alcune sono piccole e servono solo da ricognitori. Ce ne sono di diverso tipo. Tra l’altro, una volta domandai se erano solo loro ad agire sulla Terra e mi risposero che essi facevano parte di una Confederazione: di tutti gli Ufo che si vedevano nei nostri cieli, solo un 5% apparteneva ai W56. Nelle basi italiane c’erano circa 200 alieni. Poi abbiamo saputo che avevano basi anche in Austria, Argentina, Svizzera, Francia, forse anche in Inghilterra e in Russia. Ovunque avevano le stesse finalità e si presentavano con gli stessi nomi: Sigir, Saiù, Meredir…”

UNA FOTO DI BRUNO SAMMACICCIA NEGLI ANNI '60

Le stesse finalità. Ma quali? Cosa voleva questo gruppo di Extraterrestri dai loro amici umani? Perché si trovavano sulla Terra? Da quanto tempo e per quale scopo? Più ci si addentra con gli interrogativi, più la storia assume i connotati di un film di fantascienza. Eppure, decine di persone sane di mente, di cultura media se non addirittura elevata, uomini e donne come noi, ne furono testimoni oculari e non ebbero alcun dubbio di vivere dei fatti reali. Scelgo di continuare ad ascoltare, senza pregiudizi e con il massimo rispetto.

“La Terra è un pianeta che loro chiamano pianeta-madre perché è uno dei 50-60 pianeti della nostra galassia che danno la vita. Cioè, danno l’ uomo. I W56 dicevano che sulla Terra si sono succedute 6 diverse civiltà che si sono autodistrutte, per colpa di guerre o per disastri ecologici. L’ultima di queste civiltà conosceva già il volo spaziale, meglio di quello attuale, e una piccola parte è riuscita a salvarsi viaggiando fino ad un altro pianeta.

Attraverso i millenni si sono evoluti, sono cresciuti in altezza, vuoi per la forza di gravità diversa, vuoi perché l’evoluzione spirituale porta anche ad un certo gigantismo– hanno detto. Fatto sta che alcuni di loro si sono evoluti e sono stati accolti nella Confederazione Galattica. Sono coloro che noi abbiamo chiamato W56: essi sono sia ex terrestri che extraterrestri, perché si sono mischiati…è una storia complicata!”

Complicatissima, come il loro concetto di Uredda– il reale motivo, forse- della loro presenza tra di noi e la causa finale della loro scomparsa. Il signor De Lama me lo spiega così: “Era apparentemente il vero scopo del loro esperimento con noi– io lo definisco in questo modo, anche se non è la parola giusta. L’Uredda è l’energia dell’amore. I W56 conoscono una dozzina di energie che noi non conosciamo e che loro sfruttano per i loro mezzi. L’amore è energia, l’odio è energia e lo siamo anche noi: sembriamo di materia, ma la materia è energia, tutto è energia.

L’Uredda è l’energia che scaturisce dall’amore e a loro serviva per alimentare i loro strumenti, per ricreare l’aria  nelle basi, per far volare i loro velivoli. Fintanto che la producevamo volendoci bene, essendo amici, rispettandoci ed essendo uniti,  tra di noi e verso di loro, finché questa energia l’abbiamo alimentata, le cose sono andate avanti. Ma con il passare degli anni, l’ego di ognuno di noi è tornato a galla, abbiamo iniziato a soffrire di gelosie reciproche, di invidie, che poi si sono addirittura trasformate in odio, allora si è rotto qualcosa. L’Uredda ha iniziato a scemare e i W56 se ne sono dovuti andare perché gli strumenti e l’aria stessa nelle basi non erano più alimentati. “

 

UN RITAGLIO DEL 1978, CON LA NOTIZIA DI UNO STRANO FENOMENO

Una doppia sconfitta. Perché la fine dell’esperienza di Amicizia coincide con la battaglia decisiva contro un altro clan di alieni, soprannominati “I Contrari” o CTR: i W56 vengono battuti dai loro nemici e lasciano le loro basi italiane. È il 1978: è l’anno in cui si registra un picco di avvistamenti Ufo in tutto il Centro Italia, ma anche l’anno dei misteriosi globi luminosi che emergono dall’ Adriatico terrorizzando i pescatori e mettendo in allarme la Guardia Costiera. Solo una coincidenza?

SABRINA PIERAGOSTINI

L’INTERVISTA INTEGRALE A GASPARE DE LAMA VERRÀ PUBBLICATA PROSSIMAMENTE NELLA NEWS LETTER DI GENNAIO.

 

 

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20 risposte a Gaspare De Lama:”Vi racconto il Caso Amicizia”

  1. Malles scrive:

    Ho sempre ritenuto il “caso amicizia”diversamente e sproporzionatamente tartassato da incompetenti del settore.
    Meritava e merita certamente più spazio e approfondimento di quanto gli sia mai stato concesso negli anni.
    Pochi lo menzionano,è quasi sconfinato nell’oblio,peccato,meritava miglior sorte,è tornato agli onori di cronaca per le circostanze del caso della Terra del Fuoco e in Argentina,abbastanza simili tra loro.
    Onore e merito ad Extremamente nel riproporlo,meglio ancora in televisione.
    Purtroppo i tempi televisivi saranno necessariamente ridotti ,immagino che saranno disamine riassuntive,ma va già bene così.
    Grazie a voi

    • Sabrina Pieragostini scrive:

      Tempi ridotti … È vero, purtroppo. Quei 16 minuti di servizio sono troppo brevi per affrontare in modo esaustivo una vicenda durata 22 anni! Eppure, 16 minuti all’interno di un telegiornale, in un orario di grande ascolto, sono un’enormità, quasi un miracolo… Mi auguro che quanti non conoscono ancora la vicenda ne siano incuriositi ed indotti a saperne di più, mentre coloro che giá ne sono informati possano trarre spunti di riflessione.

  2. Pingback: il Caso Amicizia raccontato da Gaspare De Lama | Pianetablunews

  3. LUCIA GUERRINI scrive:

    16 minuti soli… ci vorrebbero 16 ore!
    Sabrina, se riuscirai a divulgare in modo esaustivo farai un miracolo!
    Ciao, Lucia-gaus

  4. Roberto scrive:

    Ed intanto la base sottomarina abitata in quel tempo ed ora abbandonata giace probabilmente ancora là , per informazioni chiedere alla marineria abruzzese e marchigiana. Ricordo che vent’anni fa, quando soggiornai per due anni a Pescara per lavoro e mi allungavo a volte fino a Vasto e zone limitrofe, i pescatori mi raccontavano, oltre naturalmente ai vari incontri in mare con gli ufo, di una zona proibita al transito e dove, chi aveva forzato il blocco , ci aveva rimesso le reti….

  5. Malles scrive:

    …Al Crustamin per il mare Adriatico apparirà un orrido pesce,il volto invisibile e il corpo sott’acqua che si comprenderà al di fuori dell’anima.NOSTRADAMUS,centuria III Q.21

    “Il Messaggero” del 1°Novembre 1978 titolava a tutta pagina ” PAURA DI MARE”.Seguiva poi il racconto dove persero la vita due esperti pescatori abruzzesi,VITTORIO e GIANFRANCO de FULGENTIS,37 e 35 anni,usciti per la pesca al largo di Martinsicuro.
    Le salme furono sottoposte ai prescritti esami necroscopici,ma le cause della disgrazia non furono accertate,quel giorno il mare era assolutamente calmo e la barca non recava alcun segno d’incidente.
    Il dott. Marcolini,incaricato dalla Procura della Repubblica,riscontrò una sintomalogia stranissima: erano evidenti le tracce di numerose “punture”,sosoprattutto sul viso,mentre non erano riscontrabili quelle ricorrenti in ogni episodio di annegamento,come il rigonfiamento dei cadaveri.

    I pescatori che furono testimoni di strani avvistamenti in quel periodo furono più di 40.
    Ne cito alcuni come Giuseppe Merlini,del peschereccio “Nello”,che raccontava:”Il mare si è aperto come se un aratro lo dividesse in due parti”. Federico Ricci:”Il mare ribolliva e una colonna d’acqua alta come una casa di 5 piani s’è innalzata improvvisamente a prua”.Francesco Peziale:”è da questa estate che notavo strane luci avvicinarsi e allontanarsi”. Antonio Pallasca:”Quando riferivo gli avvistamenti le autorità mi davano del pazzo,poi però dalla Capitaneria di Porto chiamarono un dragamine provvisto di bombe di profondità”.
    Quasi tutti riferirono che le bussole giravano (al momento degli avvistamenti)come impazzite.

    La zona “tabù” distava dalla terraferma dalle 3 alle 5 miglia,ad una profondità media di 23 metri.

    Come dicevo,la Capitaneria di Porto fece anche uscire,sulle continue segnalazioni dei pescatori,la motovedetta “CP 2018”,atrezzata per ricevere segnalazioni di aiuto dal mare,e con zatteroni per eventuali recuperi,la quale a sua volta riscontrò nella persona comandante Vitale Bellomo,una luce alzarsi poco distante e contemporaneamente all’avvistamente il radar andò fuori uso.Questo fu riportato anche da “Gente”.

    Possiamo noi oggi dopo tanti anni passare in rassegna le principali possibili cause? Sì,penso proprio di si.
    .TROMBE MARINE?Direi di no,i marinai le conoscono bene e ne stanno alla larga,e al limite sanno come”tagliarle”e poi le trombe marine si comportano in modo diverso
    .VULCANI SOTTOMARINI?no!Assolutamente,non c’è ne sono in questo mare.
    .SOTTOMARINI stranieri o di”casa”?No,per il semplice motivo (già riportato in precedenza)che la profondità media di quel tratto di mare,23 m.non ne consentirebbe il transito,e poi non potrebbero sparire dai radar.
    .POTEVA ESSERE un espediente per intimorire i contrabbandieri che all’epoca erano attivi? No,non prendo in considerazione questa manovra delle autorità che per perseguire i contrabbandieri recavano danni ai pescatori.
    .GUERRA DEL PESCE? se arrivava più pesce congelato dal nord Europa e i pescatori riducevano l’attività,sarebbe aumentato in Italia il consumo di pesce non fresco,assurdo.
    .METANO?Possibile il fenomeno del “ribollio” non spiega certo le anomalie agli strumenti.
    .ALLUCINAZIONI COLLETTIVE? I pescatoriuscivano a piccoli gruppi (anche di due o tre) ma come ho già detto quelli che hanno visto “qualcosa” erano più di 40.
    .ALTERAZIONI DEI CAMPI MAGNETICI O GRAVITAZIONALI?è l’ipotesi forse più verosimile,ma se non avviene per cause naturali ed inspiegabili come ne TRIANGOLO delle BERMUDE,per mettere fuori causa gli strumenti occorreva a quei tempi un acceleratore di particelle da non poter stare su una nave men che meno su un sottomarino.
    ….Che altro dire?Si potrebbe far notare anche in questo caso un aspetto combinato UFOLOGIA/PARAPSICOLOGIA,infatti molti dei testimoni hanno anche avuto(questo mi intriga molto)a che fare con sogni premonitori,sensazioni telepatiche,e così via.
    …Base ufo sottomarina nell’Adriatico?…Parrebbe….
    Forse sarebbe meglio anzichè perdere tempo a discutere se gli ufo esistono,dedicarsi a chiarire che COSA SONO.forse a quest’ora sapremmo cosa accadde nell’Adriatico.E non solo…

    • fabio scrive:

      aaaah! malandrino eh!eh!..ma le sai tutte allora èh!..

      si, andò più o meno così…solo che gli anni interessati non furono solo quelli dal ’76 al ’79…in quelli si concentrò la maggior parte della fenomenologia “paranormale” ma il movimento c’era prima e ci fu anche dopo se pur NON più in forma eclatante…

      molti racconti non furono MAI pubblicati, la stampa e l’opinione pubblica furono sviate dalle MOLTO opinabili giustificazioni ufficiali, gli echi col tempo si spensero…rimangono i ricordi di coloro che sopravvissuti al tempo hanno vissuto i fatti in prima persona o per diretta illustrazione…

      e sono tanti, da Senigallia a Pescara, in 200 km di costa…molti di più di 40 caro Malles, MOLTI di più..;)

  6. Malles scrive:

    @Fabio-sky, io trattavo Solo il caso suggerito da Roberto.
    Gli anni interessati …e interessanti che riguardano l’Adriatico incominciano ancora prima degli anni “40” e fino ai nostri giorni.
    Per quanto mi riguarda trovo ancora più interessanti i casi dell’altro…mare,il Tirreno,uno per tutti l’emblematico caso dello yacht RAINBOW II di 51 tonn.di stazza.
    Le spiegazioni di manovre NATO in quel periodo per quanto mi riguarda è insoddisfacente in tutti i suoi aspetti .
    …mi fermo…ciao

  7. Roberto scrive:

    Vivendo in una città bagnata dal mare (Napoli) ed essendo appassionato di pesca sportiva, tralasciando i casi di incontri per mare raccontati dai pescatori della marineria abruzzese e marchigiana che posso assicuraare sono molto ma molto interessanti raccontati in prima persona per la dovizia dei particolari che non si trovano nei resoconti giornalistici, mi è capitato di raccogliere testimonianze di amici come me appassionati di pesca sportiva e tutti concentrati in quello che sulle carte nautiche è contrassegnato come Canale di Procida, a me personalmente mai capitato niente di insolito. Solo coincidenze? Non saprei, certo è che di u.s.o si parla molto di meno che di u.f.o. e questo secondo me è errato perchè i mari in generale, ed i nostri in particolare, nascondono ancora tanti misteri. A mio parere il caso più ecltatante avvenuto recentemente è quello che viene definito il “caso Caronia”. Stabilito dalla Commissione nominata all’uopo che l’interferenza proviene da “qualcosa” che si trova in mare poi è calato il segreto militare. Stop. Eppure, mi dicono che, anche se in numero minore, ancora le cose non siano del tutto tranquille da quelle parti…
    Un saluto
    Roberto

  8. Nadia scrive:

    Eppure quei 16 minuti…mi hanno cambiato un pochino la vita ovvero…non ne sapevo proprio nulla della vicenda ” Amici ” ed oggi il mio cuore forse torna a sperarare con maggior vigore…
    Si mi piace moltissimo poter sognare che un giorno la mia ” UREDDA ” come quella di altri ” terrestri ” possa far rinascere un Mondo Nuovo ove il desiderio di costruire , condividere ed amare il prossimo ed il creato stesso sia un bisogno primario !!!
    Semplicemente …STUPENDO
    Io sono pronta….
    Grazie

  9. Malles scrive:

    @Nadia
    Un grande abbraccio di…fraterna condivisione di princìpi

  10. domenico scrive:

    sono testimone di avvenimenti non convenzionali,il primo nel 67 a scuola serale a milano in un tardo pomeriggio dall’aula della scuola Beltrami di Milano ,fraquentavo il quarto anno istituto tecnico periti elettronici,prima della lezione mi sono,meglio ci siamo affacciati dalle fineste perchè avevamo visto un triangolo argenteo fermo immobile,verso la verticale in direzione della chiesa di San Lorenzo ed è rimasto fermo per parecchi tempo non meno di 15 minuti il tempo di farci rientrare richiamati dall’insegnante.La seconda volta in una serata estiva ero affacciato alla finestra perchè mi piaceva guardare le stelle per quello che era possibile in un cielo di Milano luminoso.Ho osservato una prima sfera rossoarancio ferma verso ovest grande con la sua corona di luce come quasi la luna e non saprei dire a quale distanza fosse,proveniente da sud invece vedo un altra sfera di pari dimensione di colore blu intenso con le stesse caratteristiche della prima,quest’ultima si avvicina alla prima e quando pensavo che si scontrassero ,invece si sovrappongono cambiando in colore bianco splendido leggermente più grande di dimensione per poi rinpicciolirsi fino allo scomparire,una terza ed ultima volta nel 73 mi ero appena sposato e vivevo fuori Milano a Mombello difronte al laghetto ,bene una mattina di Domenica ero a letto perchè era presto un piccione picchiava sul vetro della finestra ripetutamente panto da dovermi alzare per capire a che cosa era dovuto quel rumore sui vetri,ed ho costatato che era il piccione che picchiava sul vetro,ho pensato che probabilmente questo piccione riceveva qualcosa da mangiare e per questo aveva imparato a fare quel gesto o rumore,alzatomi ho aperto la finestra,il piccione si è spostato sulla ringhiera del balcone,e guardandolo ,nella stessa direzione ho intravisto una serie di bastoncini o righe non cosa fossero che transitavano a due tre metri dal suolo sopra l’acqua con una velocità imprensionante ,in una frazione di uno o due secondi ne ho visti venti o trenta di questi oggetti,sfrecciare tutti nella stessa direzione.Da allora non più avuto nessun avvistamento insolito.
    Questo è stato raccontato a mia moglie e hai miei figli ed a nessun altro,non per paura di essere ridicolarizzati a per semplice difficoltà che uno che non ha avuto la stessa esperienza possa comprendere chiò che un’altro ha visto.
    Ognuno deve fare la propria esperienza,e di riflesso operare in coscienza verso gli altri.

  11. davide scrive:

    ma perchè bisogna sempre nascondere certe testimonianze alle masse, potrebbero aiutare lo scopo di vita di molte persone dove non arriva la filosofia, complice l’ignoranza generata da una scarsa attitudine per la vita civica e l’evoluzione dell’uomo, spero tanto che arrivi l’aiuto dal cielo, perchè noi uomini da soli non ce la facciamo, AIUTATECI.
    Davide

  12. Ilote scrive:

    …Perchè la cultura attuale e la storia “ufficiale” tendono ormai a screditare e ridicolizzare prove o testimonianze più logiche ed evidenti, figurarsi poi quelle sincere!
    La prima reazione ovvia quando ci si reimmerge nella società odierna è di tenersi tutto per sè, a meno di agire come “il marinaio che esagera i propri racconti”…
    Parallelamente all’esperienza soggettiva così diversa dal normale (“è accaduto proprio a me”) è difficile accederne subito all’esatta comprensione ed assimilazione: perchè dunque condiverla se si è ancora in dubbio o peggio in errore??
    Dato che la società odierna si basa più sulle apparenze ed illusioni che sulla sostanza e contenuto, ne derivano sicuramente prima “i problemi” che i benefici.
    Ergo è meglio condividerla con i pochi che ne hanno fatto esperienza diretta (anche se suona un pò a ragionamento settario o elitario).
    Lasciate perdere però puntare tutto solo all’Uredda: il paradosso dell’uomo è di poter avere in sè natura duplice (male e bene assieme) per superarle entrambe un giorno, schivandone gli inganni!
    Altrimenti saremmo già Dèi e immortali…

  13. davide scrive:

    il non voler divulgare l esistenza di questi fenomeni ormai largamente diffusi” in tutto il mondo e nascondere l evideza,è segno che una potenza maggiore detta le sue leggi:le religioni!le quali ,con mensogne tengono in pugno
    la maggior parte della popolazione mondiale.

  14. Armando scrive:

    Si parla da sempre di contatti di alieni con i nostri governanti. É evidente che i governi non hanno alcun interesse a diffondere queste notizie alle persone comuni. L’unica possibilità di diffusione potrebbe esserci solo se i contatti avvenissero con una quantità importante di gente comune predisposta ad accogliere queste esperienze. Nemmeno questo avviene. É evidente che nemmeno ipotetici ET, per i loro motivi, hanno interesse ad avere un rapporto ufficiale con il genere umano. Questi episodi spot non portano ad alcunché.

  15. Geo scrive:

    Ciao Gaspare. Ero quello che ha portato il tuo articolo di giornale ai miei genitori e in seguito hanno preso contatto con te. Sono il figlio maggiore di Walter e Verena.Geo (Gaspare)

  16. enrico scrive:

    il caso e estremamente interessante e ricolmo di profonde implicazioni per l evoluzione e lo sviluppo della coscienza umana…le testimonianze di de lama e altri toccanti e dense di un amore palpabile…si vede che il contatto con loro ha lasciato uno sviluppo coscienziale in loro…l unica cosa di cui nutro un po di dubbio e il fatto che samaciccia avrebbe raggirato delle persone sottraendogli molto denaro…e un tentativo di discredito? o il samaciccia e caduto dall uredda? mi piacerebbe avere una risposta…un abbraccio a tutti/te …nell uredda da enri

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