Ade Capone indaga sull’Aldilà

Ade, Tempo del Sogno, Duat, Paradiso e Inferno: ogni cultura e ogni religione hanno immaginato a modo loro quello che ci attende dopo la morte– un premio, una punizione o semplicemente la condanna a vivere per sempre tra le ombre nell’Oltretomba. Ebbene sì, oggi parliamo di Aldilà- un tema che scaramanticamente forse molti preferirebbero evitare. Ma ad affrontarlo ed approfondirlo è ora l’ultimo libro di uno degli autori storici della trasmissione di Italia 1 “Mistero”, Ade Capone– potremmo dire, nomen omen…

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L'AUTORE ADE CAPONE

Da sempre l’uomo crede e spera che la vita non termini quando il suo cuore smette di battere. Pur senza averne prove, tutti noi in fondo siamo convinti che non possa finire tutto così e che qualcosa di noi resti. “Certo, tutte le culture del mondo dicono che esiste l’Aldilà”, spiega il giornalista “e ciò nasce essenzialmente dal desiderio di sopravvivere a questa realtà materiale che tra l’altro neppure conosciamo fino in fondo: ma se i misteri del reale sono tanti, figuriamoci quelli dell’ Aldilà!

 A spingerci a credere però, secondo me, sono anche le reminescenze inconsce di un’altra vita, di un’altra realtà che abbiamo già sperimentato. Forse noi captiamo un’ altra dimensione, solo che pochi riescono a vederla– i medium, i sensitivi o gli individui speciali come Gustavo Rol. Tutti gli altri sentono che esiste questa esistenza oltre la morte, ma non riescono nè definirla nè a vederla.”

“Vita oltre la vita”, sottotitola infatti il libro “Indagine sull’Aldilà”,  che si snoda come un’affascinante inchiesta, tra le testimonianze dei protagonisti, le interviste agli esperti e i report di casi incredibili. Ma la vita oltre la vita presuppone un’entità quanto mai sfuggente e per molti pura astrazione: l’anima. “Questo è uno dei concetti più misteriosi. L’anima è legata al corpo e quindi è anch’essa in qualche modo energetica.”

“Una delle domande che mi faccio in questo libro- dice l’autore-  è: ma dove finisce, quando moriamo, la nostra anima o coscienza che dir si voglia? Viene dispersa e finisce nello spazio oppure resta in qualche modo composta e va da qualche altra parte, in una dimensione che l’accoglie? Ci sono tante testimonianze che indicherebbero che quest’anima vada effettivamente in un altro luogo insieme ad altre anime.

Io credo che sia tutto un discorso di energie, di cui noi siamo fatti, che al momento della morte si trasformano. Einstein lo dice: massa=energia. Ma la scienza di Einstein dice anche che non esistono solo le 3 dimensioni in cui siamo in questo momento (altezza, larghezza e profondità) ma ci sono dimensioni nascoste. Nessuno sa come siano fatte, chi ci viva o come ci viva,  ma la cosa importante è che la matematica le ammette. Non descrive i fantasmi, ma queste dimensioni sì”

Già, i fantasmi. Sono forse le anime rimaste intrappolate a metà tra la nostra dimensione e l’altra, come sospesi tra due mondi- quello materiale e quello spirituale? Ade Capone fa sua un’altra ipotesi. “C’è chi dice, come Daniele Gullà- collaboratore fisso di Mistero, un perito elettronico, uno scienziato- che i fantasmi siano come pixel sullo schermo di un computer: sono immagini elettromagnetiche che invece di restare impresse sul visore di un pc, restano nell’aria in particolari condizioni atmosferiche. Questo potrebbe essere vero, visto che si manifestano soprattutto in posti rocciosi dove forse il campo elettromagnetico viene contenuto da antiche strutture di pietra.

IL LIBRO "INDAGINE SULL'ALDILÀ"

Ma anche questa teoria non spiega come sia possibile che queste figure elettromagnetiche, questi fantasmi, possano avere una vita propria. Non giustifica poi come possano esistere animali fantasma, come cani e gatti che restano vicini al padrone. Ti aspetteresti di vedere questi pixel sospesi in qualche punto di casa tua per poi svanire. E invece no. Ci sono gatti fantasma che seguono i padroni al lavoro, esistono testimonianze straordinarie. Quindi siamo ben lungi dal poterlo spiegare con la scienza di oggi.”

Parlare di vita dopo la morte porta, inevitabilmente, a parlare anche di reincarnazione. Un credo molto antico, che i Pitagorici del VI sec. a.C. chiamavano, con una parola greca, metempsicosi ovvero, trasmigrazione delle anime. Identico concetto espresso poi dalle filosofie orientali. Capone conferma: “Sì, una delle ipotesi che tratto nel libro è che in realtà l’Aldilà non esista. La nostra esistenza potrebbe essere un ciclo perenne di morti e rinascite, non sempre in forma umana. Magari la prima volta che ci reincarniamo siamo un insetto, poi un animale superiore e infine un uomo. Questo in base al karma, cioè in base a come ci comportiamo in vita.

Oppure può darsi che ogni anima passi continuamente in un altro corpo umano, non lo sappiamo. Però anche qui esistono testimonianze incredibili, specie di bambini. Sono loro soprattutto che ricordano vite precedenti nei primi anni di vita. E se si va a verificare, risulta che hanno detto la verità: davvero abitavano in un villaggio vicino, in un’altra famiglia, e ci sono le foto a provarlo. Di questo fenomeno tra l’altro non parliamo solo oggi noi di “Mistero”,  ma ne parlava già persino Cicerone, in un suo famoso testo. Ne parlavano filosofi greci e latini perchè anche loro si erano accorti che questi bambini raccontavano di aver vissuto nei panni di un’altra persona.”

Le testimonianze che però più di tutte impressionano e fanno credere nella sopravvivenza di una parte di noi arrivano da coloro che sono stati ad un passo dalla morte. Anzi, hanno addirittura superato quella soglia, per poi tornare indietro. Sono i pazienti che hanno vissuto la cosiddetta “Near Death Experience”- esperienza di premorte. E sono tanti, migliaia ormai,  i casi del genere contemplati dalla letteratura medica. Persino scienziati e rianimatori si stanno interrogando sulla reale natura di queste NDE che presentano caratteristiche simili comuni.

“Una persona, spesso a causa di un grave incidente,  cade in coma e viene dichiarata clinicamente morta. Non respira più, il battito è fermo: dovrebbe iniziare la decomposizione del corpo, a partire dal cervello, perchè il cuore non pompa più sangue. Invece non inizia la decomposizione, non c’è alcun danno cerebrale. Anzi, passa un periodo che va da pochi minuti fino a mezz’ora o un’ora, durante il quale i parenti sono attorno al letto disperati e i medici si affannano a rianimarlo perchè il soggetto è clinicamente morto. Invece,  questo individuo vede dall’alto la propria stanza d’ospedale ed assiste a tutte queste scene.

IL TUNNEL DI LUCE VISTO NELLE ESPERIENZE DI PRE-MORTE

Addirittura, poi,  a volte può uscire dalla stanza, andare in giro per l’ospedale o sorvolare la città. Questa è un’ esperienza comune a tantissime persone, più di quanto non si creda, e tutte hanno sempre raccontato di essere approdati, dopo questo volo, in un tunnel di luce calda che dà serenità. In fondo al tunnel c’è un nucleo di luce più intensa, che essi percepiscono come amore. Ma talora vedono anche altre entità più piccole, benevole, anche loro piene d’amore, che li accolgono lungo la strada.

All’improvviso però il paziente torna indietro: il corpo che era stato dato per morto si rianima (e già questo è un mezzo miracolo) e il paziente racconta questa esperienza. La scienza dice che al momento della morte il cervello emette delle endorfine, per attutire il dolore, fisico soprattutto. Le endorfine sono delle sostanze oppiacee, degli allucinogeni come delle droghe e per la scienza sarebbero l’origine di queste visioni.

Però ciò non spiega come sia possibile che la persona che sta a letto veda parti di città che non ha mai visto o che ciechi dalla nascita descrivano scene che non avrebbero mai potuto osservare coi loro occhi. È ovvio che l’endorfina non è una spiegazione sufficiente e non giustifica come sia possibile che un cervello rimasto senza sangue e senza ossigeno non si decomponga.”

Strano, certo. Così come è strano un altro particolare. “Queste visioni del tunnel di luce che conduce ad una realtà  celestiale sono comuni in ogni parte del mondo indipendentemente da cultura, religione, studi, grado sociale. Tutti vedono questo tunnel di luce. Ci sono sfumature diverse, ma in sostanza l’esperienza è la stessa: è come se tutti quanti entrassero in un mondo nuovo, un mondo luminoso, nel quale si sentono perdonati se hanno commesso delle colpe. Quindi viene del tutto cancellata la distinzione tra paradiso, inferno e purgatorio: le anime entrano in un mare di Amore.”

COSA C'È DOPO LA MORTE?

A questo punto della nostra chiacchierata per ripercorrere il viaggio che il libro compie tra scienza e paranormale alla ricerca della risposta delle risposte, la domanda nasce spontanea: Ade Capone crede nell’Aldilà? “Io credo che esista qualcosa oltre questa realtà quotidiana. Ma il punto sai qual è? Il punto è che non si capisce esattamente come sia fatto, perchè i vari Aldilà sono tutti credibili.  È credibile anche quello degli Aborigeni australiani, che parlano del Tempo del Sogno.

Essi  sostengono che noi veniamo da lì, quando nasciamo, e lì torniamo alla nostra morte. La cosa straordinaria a sostegno di questa teoria è che ci sono Aborigeni che abitano a migliaia di chilometri di distanza, che non si sono mai conosciuti,  ma che se si incontrano per caso sanno tutto uno dell’altro, come se le loro anime fossero state veramente insieme- prima della nascita- nel Tempo del Sogno.” Insomma, il “Mistero” continua…

SABRINA PIERAGOSTINI

 

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4 risposte a Ade Capone indaga sull’Aldilà

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  2. Rosanna Desole scrive:

    Sono sicura che esiste la vita oltre la( morte) la partenza fuori dal (corpo). guscio che ci trattiene… .io non dico”morte e corpo”.Noi siamo energia trattenuta dentro un guscio,questo è il mio punto di vista.Ho perso mio marito da un’anno e mezzo ho avuto e ho la percezione che lui sia vivo,specialmente il cane che era attaccatissimo a lui mi fà capire che percepisce o addirittura lò vede………….il cane certe volte si ferma in mezzo alla stanza fissa qualcosa nel vuoto è incomincia a scodinzolare felice; pochi secondi è torna mogio e và nella sua cuccia dove ha le sue scarpe stà lì a guardarle,……..per me percepisce la sua presenza anche se per pochissimo poi si vede che ……..andrà a trovare i figli…… e la madre….. lui ci guarda ……….io immagino che lui sia luce che noi non possiamo vedere mà che c’è”. Alcune sere percepisco nel letto qualcuno che si corica e sono sicura che è lui ,il cane che dorme al suo posto con la testa appoggiata al suo cuscino, si sposta e si mette ai suoi piedi come faceva sempre. Non vorrei mi prendiate per una fuori di testa,vi assicuro che questo è vero .!!!!!!!!!

  3. Malles scrive:

    La gente cerca (da sempre)rifugio nella speranza di una vita dopo la morte,nell’idea della sopravvivenza,nel soprannaturale e nell’insolito.Questo dev’essere considerato come una specie d’istinto che si fa largo nella coscienza dell’uomo quando i valori materiali a cui era attaccato fino a quel momento vengono a traballare.

    C’è naturalmente ben altro,diceva il Kremmerz che la morte non è altro che la visione del risveglio,che credere che la morte abbia come fine il morire sarebbe come pensare che l’aratro abbia solo il fine di smuovere la terra,anzichè quello di permettere la semina.

    Già nell’antichità queste tematiche erano affrontate anche nei misteri Eleusini,magnificati da uomini come Pindaro,Isocrate,Sofocle,Platone e Plutarco.Le celebrazioni di Eleusi,avevano un inizio con quelli detti minori o di Agrai,dove avveniva l’iniziazione che conduceva verso Persephone infera,regina dei morti,sposa di Plutone -Aidoneoo che l’aveva sottratta alla purezza,a Demeter la madre terra e a Dionisio il promesso sposo celeste.I piccoli misteri,corrispondevano alla “morte mistica”,cioè intendevano la discesa all’inferno,avevano lo scopo preparatorio-purificatorio e coloro che vi partecipavano diventavano Mysti,ovvero velati.

    I grandi misteri invece,detti”orge sacre”si celebravano ogni 5 anni all’inizio di Ottobre e duravano nove giorni.Un cesto conteneva la pigna simbolo di fecondità,il serpente a spire,simbolo della elevazione -evoluzione spirituale dell’anima,ed infine l’uovo che rappresentava la perfezione divina come fine ultimo dell’uomo(il ricongiungimento con la divinità.

    Diceva Pindaro:”Felice chi avendo visto quelle cose(i riti)va sottoterra (muore) ,egli conosce infatti il fine (il compimento)della vita,ne conosce l’inizio disposto da Zeus. Aggiunge Sofocle :”Solo per loro (gli iniziati) laggiù è vivere (c’è vita).

    Ermete Trismegisto nel suo “Corpus Hermeticum”,(che aveva certamente tratto dalla saggezza degli antichi Egizi)trova il desiserio ardente di abbandonare le “scorie” d’una materia che ci lega ad un mondo tridimensionale,per ascendere alla purezza di una dimensione spirituale,di certo superiore a quella di questo mondo.Diceva infatti:”Tendete l’occhio in voi stessi e mirate nell’infinito del tempo e dello spazio.Udrete che ivi rieccheggiano il canto degli astri,la voce dei numeri e l’armonia delle sfere “.

    QUINDI l’unica strada che l’uomo conosca per potyer vivere nella 4 D. (e oltre)è la sua morte fisica. è una strada irreversibile. Quando potremo liberarci dalle tre dimensioni ,essendo stati capaci di trovare la chiave per aprire ,sia in un senso o in un’altro questa serratura,saranno loro stesse a catapultarci nella quarta .A questo punto molto probabilmente avremo spezzato i confini della conoscenza e del sapere,rendendoci capaci di conoscere e di comprendere l’esistenza del Creatore

  4. Malles scrive:

    Alcuni biologi considerano la vita un fenomeno casuale,uno stato improbabile della materia.Rimane difficile pensarla così,anche perchè non esiste una distinzione netta tra vivente e non vivente,mondo animato e inanimato sono composti delle medesime sostanze,degli stessi atomi.Ciò che cambia non è la sostanza,ma la forma.il passaggio dal vivente al non vivente è una semplice questione di disposizione d’atomi.

    Talete era convinto che bastasse(beato lui) osservare il cielo (i suoi fenomeni)per capire tutto .Non basta affidarsi alla sua logica per capire da dove veniamo,di cosa siamo fatti e dove andiamo.Nè è sufficiente approfondire tale logica applicandola ai numeri come pensava Pitagora.Nè basta la logica della geometria come pensava Platone,nè era sufficiente mettere insieme questo “tutto”come fece Aristotele per venire a capo dell’enigma uomo.
    Anche Eintein andava in confusione quando si chiedeva:”Vorrei tanto sapere se Dio nel fare il mondo e l’uomo aveva o no altre scelte”.

    Siamo dunque un mondo sconosciuto anche a noi stessi,mai niente della storia dell’uomo è stato solare.
    Anche se non tutto è inquadrabile nel paranormale,nondimeno l’energia psichica(e le sue molteplici diramazioni) resta un mondo in cui siamo immersi ma che ci è quasi totalmente sconosciuto,nonostante molti di noi hanno più evidenti particolarità predisposte ad addentrarsi in questo mondo (quasi sempre in modo inconscio.

    La signora Rosanna Desole,mi perdonerà se esterno la mia personale opinione per quanto la riguarda.
    Le facoltà PSI sono spesso latenti e il senso di angoscia che deriva dalla perdita di una persona cara possono farle spontaneamente e inconsciamente emergere,non sono condizioni limite,ma un modo come un altro per “stmolarle ad uscire”,penso che la sua sofferenza e il suo rimpianto ” POSSA” aver messo in moto il meccanismo.Le mie sono semplicemente congetture se così vogliamo dire,perchè questi sono problemi che da sempre hanno costituito interesse e stimolo per l’umanità,metto per esempio in evidenza l’estrinsecazione di fenomenologie paranormali anche da parte di gente che hanno subito lesioni cerebrali.

    Io in verità non possiedo un vero indirizzo interpretativo e le confesso anche che non possiedo una filosofia alternativa a quella spiritualistica,quindi io non sò (come tutti credo) il vero significato della vita e della morte e…cosa c’è dopo,solo che molte cose che crediamo siano esterne a noi,in realtà ci appartengono,cioè fanno parte della nostra sfera umana .In conclusione credo che NON tutto sia spiegabile in termini biopsicodinamici,pensare però solo in termini contrari a questo indirizzo,si entra inevitabilmente in tecniche fideistiche,tali in grado anche di spiegare il fenomeno della morte.L’inconoscibile però ci ammonirebbe di dare un significato definitivo .Attualmente non ci si può pronunciare con dati di fatto inoppugnabili,sul divenire dell’uomo dopo la morte.

    Quod nullum est,nullum producit effectum

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