UFO&Alieni, la nuova frontiera del turismo

La temuta ondata all’assalto dell’Area 51, lanciata come uno scherzo sul web e presa tremendamente sul serio dal Governo americano, non c’è stata: nei dintorni della famigerata base militare ultra-segreta, lo scorso settembre, si è radunato solo uno sparuto gruppo di curiosi. Ma la notizia è un’altra, ovvero che anche senza appelli alla mobilitazione su internet da queste parti- una zona del Deserto del Nevada con ben poche attrattive- il numero dei visitatori è in crescita, come sta avvenendo anche in altri luoghi connessi a UFO&Alieni.

IL CARTELLO CHE INTIMA IL DIVIETO DI AVVICINARSI ALL'AREA 51

IL CARTELLO CHE INTIMA IL DIVIETO DI AVVICINARSI ALL’AREA 51

È un nuovo genere di turismo che sta facendo sempre più proseliti, tanto che ad occuparsene- con tanto di reportage da Groom Lake- è l’ultimo numero di National Geographic Traveller UK, la rivista inglese dedicata proprio ai viaggi. L’inviato della testata si è fatto accompagnare da una guida locale, Nate Arizona, per avere le dritte giuste. Prima tra tutte: non illudersi di poter avvicinarsi all’istallazione militare, completamente off limits. «Ti troveresti con la faccia a terra e una pistola contro la nuca prima ancora di capire cosa stia succedendo», il suo consiglio perentorio.

Il fascino di questa base è legato a doppio filo con la storia dell’ufologia moderna: qui- secondo i rumors– sarebbero finiti rottami e corpi provenienti dai dischi volanti precipitati sul suolo americano a partire dal 1947, annus horribilis per gli Alieni, considerando il crash di Roswell (che avrebbe coinvolto, per i ricercatori alternativi, almeno 2 astronavi). E sempre dall’Area 51 sarebbe poi partita la cosiddetta “ingegneria inversa”  che tramite l’analisi del funzionamento dei meccanismi recuperati dagli UFO schiantati arriverebbe alla progettazione e allo sviluppo di strumentazioni simili all’originale.

NEL DESERTO DEL NEVADA ANCHE LE AUTOSTRADE SONO EXTRATERRESTRI...

L’ AUTOSTRADA  EXTRATERRESTRE CHE ATTRAVERSA IL DESERTO DEL NEVADA

Fantasie? Miti? Oppure sotto sotto queste voci nascondono una qualche verità? Di certo, c’è l’estrema segretezza che avvolge questa base militare, in un’area remota degli States. «Il Governo degli Stati Uniti non ha mai ammesso l’esistenza di questo luogo fino al 2013. Ci sono sensori di movimento e videocamere ovunque, che ti seguono in continuazione. Non ti illudere, ci sono molte guardie che ci stanno osservando proprio in questo istante», conferma Nate al giornalista britannico. Il loro soprannome è “camo”, cioè “camaleonti”, perché sono mimetizzate, praticamente invisibili, eppure molto, molto presenti. Non appena un visitatore si accosta un po’ troppo all’installazione, compaiono da nulla sui loro SUV bianchi e gli occhiali a specchio per riportare il turista sulla retta via. Ossia, a debita distanza.

Tuttavia, se si rimane al di fuori del limite invalicabile, in mezzo al nulla del deserto costellato qua e là di rovi, i “camo” vigilano ma lasciano fare. È questo lo spazio a disposizione delle guide come Nate Arizona e dei loro tour. Agli appassionati, indica dove sono collocate le torri satellitari, le caserme e persino una strana piramide a specchio visibile all’interno del perimetro. Nulla di che, però fa molto “proibito”. Terminato il giro, i turisti si dirigono lungo la famosa “Extraterrestrial Highway”, l’autostrada extraterrestre, verso il paese più vicino, Rachel, a una decina di chilometri dall’Area 51, per pernottare nell’unico motel presente. L0 avrete visto in molte foto: è il Little A’le’Inn, quello con l’alieno grigio nell’insegna. E anche qui, conferma il titolare nell’articolo, negli ultimi anni le prenotazioni stanno aumentando.

IL MOTEL PER I TURISTI DELL'AREA 51

IL MOTEL PER I TURISTI DELL’AREA 51

E- sorpresa- non si tratta solo di fanatici o di teorici del complotto mezzi squilibrati. «Stiamo ancora  ospitando i fan irriducibili degli UFO, ovviamente, ma la maggior parte dei nuovi clienti sono persone normali come te o me, che hanno visto l’Area 51 menzionata nei tg o in un film e sono curiosi di controllare di persona. Vengono a fare una gita da Las Vegas, per spuntare questo posto dalla loro lista dei desideri: vogliono pernottare qui per avere una storia e delle immagini da condividere sui social media prima di proseguire», dice il proprietario. E il discorso dell’Area 51 vale anche per gli altri punti caldi dell’ufologia.

ALTRA META FREQUENTATA, ROSWELL

ALTRA META FREQUENTATA, ROSWELL

Come la già citata Roswell, teatro  nel luglio del ’47 di  uno dei casi ufologici più famosi  e discussi al mondo, per molti l’inizio del cover up tuttora in corso per nascondere la verità sulla questione. La cittadina del New Mexico ormai quasi vive del turismo ufologico, tanto che da queste parti di parla scherzosamente di “dollaro grigio”, in onore del colore della pelle del classico Alieno raffigurato al cinema. L’affluenza è costante ed elevata, tutto l’anno, tanto che le guide organizzano due tour al giorno dal lunedì al venerdì. Ma la richiesta pare sia ancora più alta. Il turista medio è un viaggiatore curioso di approfondire una storia letta o vista in tv. Più raramente, si tratta di individui che hanno avuto un’esperienza diretta con gli UFO e vogliono saperne di più.

Insomma, ancora una volta, gente normale. «Più volte al mese, nei miei tour,  ho persone provenienti da Regno Unito, Cina, Australia, Sudafrica e Giappone, così come dagli Stati Uniti», racconta una guida, Dennis Balthaser. Lui li accompagna all’International UFO Museum and Research Center  e poi li porta a mangiare al  McDonald a forma di disco volante. «Le persone sanno che è successo qualcosa, ma non sanno bene cosa. È quel non sapere, quel mistero, che continua a portarli qui. Finché non conosciamo la verità e la gente fa delle ipotesi, continueranno a venire a visitare posti come questo». E anche se potrebbe determinare un crollo dei suoi affari, Dennis auspica che prima o poi la tanto attesa “disclosure” si realizzi perché, dice,  «meritiamo la verità, in un modo o nell’altro».

GLI AVVISTAMENTI RICONOSCIUTI DALLA US NAVY HANNO FAVORITO QUESTO NUOVO INTERESSE

GLI AVVISTAMENTI RICONOSCIUTI DALLA US NAVY HANNO FAVORITO QUESTO NUOVO INTERESSE

Un mistero che dura da decenni e che non conosce pause. Anzi, lo scorso anno, in America c’è stato un picco negli avvistamenti: secondo il National UFO Reporting Center di Washington, sono stati 3.381, il triplo della media annuale. Forse, a favorire l’aumento delle segnalazioni sono state anche le aperture ufficiali arrivate da Pentagono e Marina militare, che hanno riconosciuto – per la prima volta- l’esistenza di velivoli non identificati. Certo, senza mai citare gli UFO e senza fare menzione di visitatori spaziali: hanno sempre parlato di UAP di provenienza sconosciuta. Ma la clamorosa ammissione può aver sia autorizzato i “credenti” a crederci ancora di più sia aver ulteriormente stuzzicato l’interesse di tanti semplici curiosi.

IL PERCORSO PER APPASSIONATI DI UFO IN CILE

IL PERCORSO PER APPASSIONATI DI UFO IN CILE

Si comprende allora il successo di questo nuovo tipo di turismo. Negli States, vanno forti anche Kecksburg, la cittadina della Pennsylvania  nella quale nel 1966 cadde dal cielo un oggetto metallico, e Sedona, in Arizona, spesso sorvolata da luci insolite. Ma il boom dei viaggi ufologici non è un’esclusiva a stelle e strisce, tutt’altro. L’articolo di National Geographic Traveller UK riporta altre destinazioni sparse nel globo. In Cile, dal 2008, è stato inaugurato l’UFO Trail attorno alla città di San Clemente: un percorso di 25 chilometri da compiere a cavallo che si snoda sulle Ande e collega alcuni dei luoghi a più alta concentrazione di avvistamenti insoliti. Da questo privilegiato punto di osservazione, quando il cielo è terso, la notte stellata offre uno spettacolo straordinario anche in assenza di astronavi.

ANCHE QUESTA PIETRA INCISA IN SRI LANKA ATTIRA MOLTI CURIOSI

ANCHE QUESTA PIETRA INCISA IN SRI LANKA ATTIRA MOLTI CURIOSI

Dall’altra parte del mondo, in Oriente, anche lo Sri Lanka si sta specializzando in tour a tema alieno, specialmente nell’area di Anuradhapura, l’antica capitale dell’isola, una città sacra che custodisce una misteriosa iscrizione su una grossa pietra: il petroglifo raffigurerebbe il sistema solare e per gli appassionati di extraterrestri sarebbe addirittura una specie di Star Gate. E ancora, in Giappone, meta imperdibile è Asuka, nella prefettura di Nara. Il villaggio è famoso per i suoi monoliti di granito. Il più grande è un blocco di 800 tonnellate, lungo 11 metri, largo 7 e alto 5, che ricorda nella forma lo scafo di una barca rovesciata, con delle aperture squadrate. Forse un tomba, forse un monumento celebrativo. Ma per molti osservatori, la misteriosa Nave di roccia di Masuda sarebbe, in realtà, un’astronave…

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