Gli X-file ancora segreti della RAF online entro aprile

Questione di settimane o al massimo di qualche mese, poi la RAF- la Royal Air Force– posterà online i resoconti ancora inediti relativi ad avvistamenti di oggetti volanti non identificati registrati dai suoi piloti e dal suo personale. A fare l’annuncio, il portavoce dell’Aeronautica britannica. «È stato deciso che è meglio pubblicare questi rapporti, piuttosto che continuare ad inviare i documenti agli Archivi Nazionali».

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L’antropologo: «Negli UFO i viaggiatori dal futuro»

Premessa: non è un’idea nuova. Anzi, tra le tante è una delle ipotesi  più contemplate nei libri di ufologia. Ma adesso, a sostenere la possibilità che a pilotare i dischi volanti non siano gli Alieni, ma i viaggiatori del tempo è un antropologo che insegna in un’università americana. Per lui, è più probabile che siano terrestri provenienti dal futuro piuttosto che extraterrestri provenienti da altri mondi. Michael Masters, docente di antropologia biologica in Montana,  lo dice nel libro “Identified Flying Objects: a Multidisciplinary Scientific Approach to the UFO Phenomenon (“Oggetti Volanti Identificati: un approccio scientifico multidisciplinare al fenomeno UFO”).

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E se esistesse una “biosfera ombra”?

Gli Alieni forse sono tra noi ma non li vediamo, non riusciamo a distinguerli perché troppo diversi. Un’affermazione spiazzante e scioccante, soprattutto perché ad esprimere questa ipotesi è stata una donna di scienza- Helen Sharman- la prima astronauta britannica nonché chimica dell’Imperial College di Londra. Le sue parole non potevano passare inosservate. Non solo sono state riprese da giornali e siti di mezzo mondo- ne abbiamo parlato anche noi sul blog nei giorni scorsi- ma hanno indotto a una riflessione  il mondo della ricerca accademica.

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Il CUN:«Nel 2019, 241 avvistamenti UFO»

Un anno quasi da record. Quello che si è chiuso poche settimane fa ha visto infatti un numero sorprendentemente elevato di segnalazioni UFO, con un aumento di ben il 24% rispetto all’anno precedente- almeno, sulla base dei dati del Centro Ufologico Nazionale, che li ha diffusi con un comunicato stampa. Anche se- va detto- non tutti gli avvistamenti avvenuti nel 2019 sono avvolti nel mistero.

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Ecco lo Xenobot, il primo robot biologico costruito in laboratorio

Nè un robot, nè un animale, ma qualcosa a metà che in natura non esiste… Insomma, una “macchina vivente”. A darle vita, per la prima volta, un esperimento condotto negli Stati Uniti. La strana, minuscola creatura è stata chiamata Xenobot, perchè nasce dall’embrione della rana artigliata africana il cui nome scientifico è Xenopus Laevis. Ma quello che è stato ottenuto non ha nulla a che vedere con un anfibio: è un grumo di cellule grande un millimetro progettato da un super-computer.

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