UFO, 20 anni fa l’Aeronautica Militare Italiana apriva gli archivi

L’anniversario è passato un po’ in sordina. Eppure, pensandoci oggi, non è stata un’iniziativa di poco conto: 20 anni fa, l’Aeronautica Militare Italiana – prima al mondo- apriva gli archivi nei quali aveva raccolto e catalogato tutti gli avvistamenti di strane luci e di oggetti volanti rimasti senza spiegazioni per renderli disponibili al pubblico. Solo più tardi l’esempio venne seguito da altri Paesi, per arrivare- nel 2008- alla diffusione dei dossier del MoD, il Ministero della Difesa britannico, che ha svelato all’opinione pubblica mondiale quanto seriamente (e segretamente), per decenni, i Governi hanno studiato il fenomeno che in pubblico definivano inconsistente.

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E se le tracce di civiltà aliene fossero proprio sulla Terra?

Le cerchiamo lontano, sui più remoti pianeti di sistemi stellari sconosciuti. Ma le tracce di vita intelligente, i prodotti della tecnologia aliena- le cosiddette “tecnofirme”–  potrebbero essere al contrario incredibilmente molto più vicine a noi. È un’idea che è balenata tra gli studiosi alcuni anni fa e che adesso, grazie anche ai progressi della ricerca, si sta lentamente diffondendo. Ormai formulare la possibilità  che sulla Luna, su Marte o persino sulla Terra ci siano vestigia lasciate da creature di altri pianeti non è più considerata un’ipotesi peregrina o  anti scientifica, ma qualcosa da non escludere a priori se non addirittura da prendere seriamente in considerazione.

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Luis Elizondo:«Adesso il Governo ammette che gli UFO sono reali»

È una delle figure-chiave della stagione di disclosure che stiamo vivendo riguardo l’annosa questione UFO/UAP. Luis Elizondo- Lue per gli amici- ci ha messo la faccia, diciamo così: non si è limitato a rilasciare indiscrezioni in forma anonima ad amici giornalisti, ma da subito, dal dicembre 2017, data in cui i primi quotidiani americani hanno rivelato l’esistenza di un progetto segreto del Pentagono per studiare le “minacce aerospaziali avanzate” (l’Advanced Aerospace Threat identification Program) , l’uomo dell’Intelligence si è fatto avanti con interviste e incontri pubblici per rivelare la verità. Oppure è solo la sua di verità?

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Difficile vivere e sopravvivere su Proxima Centauri b…

Dura, durissima la vita attorno a Proxima Centauri– la stella a noi più vicina, ad “appena” quattro anni luce e spiccioli. Da quelle parti, gli astronomi hanno rilevato uno dei brillamenti solari più potenti mai registrati nella nostra galassia. Le enormi emissioni di plasma, secondo i calcoli degli studiosi, sono state circa 100 volte più intense di quelle che produce il nostro Sole. Una brutta, bruttissima notizia per chi spera che nel sistema stellare a minor distanza da noi ci possano essere forme di vita.

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Il mistero delle “abduction”, parla lo psicologo

Sono probabilmente l’elemento più disturbante dell’intera questione aliena: parliamo delle abduction– ovvero i presunti rapimenti compiuti da entità extraterrestri. Un fenomeno incredibilmente diffuso- sono migliaia le sedicenti vittime- e straordinariamente difficile da interpretare. Sogni? Allucinazioni? Pure invenzioni? Oppure si tratta effettivamente di esperienze reali? Gli addotti, secondo la scienza, presenterebbero problemi di natura psichiatrica e anche la classica manifestazione del “missing time”- il rapito ha buchi di memoria e non ricorda come abbia trascorso un lasso di tempo a volte lungo anche giorni- è spiegabile razionalmente: il vuoto temporale è il modo in cui un soggetto rimuove il suo vissuto traumatico. Ma non tutti gli esperti concordano, anzi alcuni di loro ritengono che i ricordi emersi durante sedute ipnotiche siano autentici.

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«Gli Alieni? Molto simili a noi, lo dice l’evoluzione»

Se mai un giorno troveremo altre forme di vita nell’universo, potrebbero essere così differenti da noi, così sorprendenti, da non essere nemmeno riconoscibili. Ê l’opinione della maggior parte degli studiosi, convinti che la biodiversità sperimentata sul piccolissimo pianeta chiamato Terra non sia che l’indice di una incredibile molteplicità di potenziali forme biologiche riscontrabili in miliardi di altri mondi ancora sconosciuti. Ma c’è anche qualche voce fuori da coro. Ad esempio quella di Arik Kershenbaum, docente di zoologia all’Università di Cambridge: per lui invece gli Alieni non possono essere poi davvero “alieni” da noi.

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