«Cerchiamo le sonde aliene per scoprire la vita intelligente»

Non limitiamoci all’ascolto, mettiamoci attivamente alla ricerca di prove tecnologiche che dimostrino l’esistenza di intelligenze extraterrestri. È questo l’invito che Avi Loeb, ex direttore del Dipartimento di Astronomia di Harvard, rivolge ai suoi colleghi impegnati nel SETI, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence. E lo fa a pochi giorni dall’annuncio del rilevamento di un segnale radio ancora misterioso proveniente da una porzione del cielo molto vicina a noi, dove si trova la stella Proxima Centauri con i suoi pianeti.

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Un segnale radio da Proxima Centauri?

Lo è di sicuro? Certo che no. Potrebbero esserlo? Certo che sì. E come sempre accade, di fronte al bicchiere colmo a metà, c’è chi lo vede mezzo vuoto e chi invece mezzo pieno. Il caso in questione si presta a interpretazioni entusiastiche e a freddi inviti alla calma, visto che si sta parlando di un segnale radio che sembra- sembra- provenire da Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole.  Si tratta di un messaggio inviato da una civiltà dello spazio? Presto per dirlo, ma il mondo della scienza si è messo in agitazione come non accadeva da tempo.

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Le implicazioni geopolitiche degli UFO

Cosa sono gli oggetti misteriosi ripresi dalle telecamere all’infrarosso montate sui jet della Us Navy? Possono essere velivoli segreti prodotti dagli Stati Uniti o da nazioni avversarie ? Quale tecnologia c’è dietro queste meraviglie? Che minaccia possono costituire? Sono in grado di modificare l’assetto geostrategico attuale? E soprattutto: cosa ancora non ci è stato detto? Tutte domande legittime, che una dopo l’altra si pone un articolo scritto da Franc Milburn, ex ufficiale dell’Intelligence, per il Begin-Sadat Center for Strategic Studies (BESA), un think tank indipendente con sede in Israele e specializzato in ricerche di rilevanza strategica per il Medio Oriente.

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Con le autostrade celesti viaggeremo più veloci

Immaginate una corsia preferenziale sulla quale viaggiare veloci, molto veloci. Immaginate un’autostrada che accorcia i tempi di percorrenza, permettendo di arrivare a destinazione prima, molto prima. Ora, immaginate che queste corsie e queste autostrade non siano strisce di asfalto costruite per le nostre vetture, ma strutture invisibili prodotte delle forze gravitazionali dei pianeti e utilizzabili in un futuro anche dalle astronavi.  Ecco spiegata, semplificando al massimo,  la scoperta di un gruppo di ricercatori convinti di aver individuato una serie di percorsi presente nel sistema solare che consentirà ai nostri veicoli spaziali viaggi molto più rapidi.

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«La Federazione Galattica è qui e collabora con noi»

Gli Alieni sono in contatto da molti anni con i Governi della Terra, ma la notizia non può essere resa pubblica perché proprio loro- le civiltà dello spazio- ritengono l’Umanità non ancora pronta alla scioccante rivelazione. Di fronte a una simile affermazione, lo scettico si fa una bella risata, mentre il “credente” alza le spalle e dice: capirai che novità… Eppure, questa affermazione merita un po’ di attenzione da parte di entrambi, favorevoli o contrari all’ipotesi del contatto alieno, almeno alla luce di un dettaglio interessante.

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Isaac Newton, le Piramidi e la fine del mondo

Nelle Piramidi  il segreto per decifrare il codice occulto della Bibbia e determinare l’avvento dell’Apocalisse. Non è la folle idea di qualche visionario New Age, ma lo studio portato avanti da un  uomo che ha fatto la storia della scienza, formulando (tra le altre cose) la legge di gravità e gettando le basi della fisica moderna: niente meno che Sir Isaac Newton, il padre della Meccanica Classica. Un genio della matematica con una personale fissazione per l’alchimia e tutto quello che oggi viene chiamato “pseudo scienza”- ma che per lui erano più importanti di qualsiasi altra disciplina e ai quali ha dedicato gran parte della sua attività di ricerca.

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