Ecco l’UFO ripreso da un elicottero militare in Cile

Nove minuti eccezionali. Nove minuti nei quali si vede un oggetto volante di natura sconosciuta e dal comportamento anomalo muoversi nel cielo del Cile, inquadrato dalle telecamere di un elicottero militare. Le immagini sono state riprese più di due anni fa, ma sono state rese note solo ora, dopo oltre 24 mesi di studio che hanno potuto appurare solo cosa non è il misterioso velivolo. Un vero e proprio UFO, o come si preferisce dire ora, un UAP- Unidentified Aerial Phenomenon.

L'OGGETTO MISTERIOSO RIPRESO IN CILE

L’OGGETTO MISTERIOSO RIPRESO IN CILE

Ad analizzare il video fotogramma per fotogramma è stato il CEFAA, l’ente incaricato dal governo di Santiago del Cile di investigare su questo genere di avvistamenti. Il Comitato di Studio sui Fenomeni Aerei Anomali ha potuto contare su vari esperti, dal chimico nucleare Mario Avila all’astrofisico Luis Barrera, dall’analista fotografico francese Francois Louange, consulente del GEIPAN (Groupe d’Études et d’Informations sur les Phénomènes Aérospatiaux Non-identifiés), al meteorologo Luis Salazar, oltre ad ingegneri aerospaziali e specialisti di immagini digitali. Hanno avuto accesso a tutti i dati, inclusi i tracciati radar e le informazioni registrate dai satelliti. Eppure l’enigma è rimasto irrisolto.

Ma ricostruiamo quanto accaduto, seguendo il resoconto pubblicato dal sito del CEFAA e le informazioni ulteriori raccolte dalla giornalista investigativa Leslie Kean per il suo articolo sull’Huffington Post. L’11 novembre 2014 un elicottero della marina militare cilena, un Airbus Cougar AS-532, equipaggiato con una telecamera ad alta definizione FLIR agli infrarossi, stava sorvolando la zona costiera tra San Antonio e Quinteros quando, alle 16:48 UTC, ha inquadrato un oggetto che volava apparentemente alla stessa costante velocità del mezzo militare, a 120 nodi.

A vedere ad occhio nudo l’oggetto sono stati sia il pilota che l’ufficiale addetto alle riprese: un avvistamento durato più di nove minuti. L’UFO volava a circa 4500 piedi di altitudine, in direzione Ovest/Nord Ovest,  a circa 50/60 km di distanza dall’elicottero. C’erano condizioni meteo di perfetta visibilità: la temperatura era di 10 gradi °C. Il pilota ha contattato due stazioni radar, una vicino alla costa e l’altra nella capitale, nel principale centro di controllo del DGAC  (la Direzione Generale dell’Aeronautica Civile). Ma l’oggetto non risultava: sui radar appariva solo l’elicottero. Gli addetti alle torri di controllo hanno confermato che in quell’area non c’era traffico aereo di nessun tipo e nessun velivolo era stato autorizzato a trovarsi lì.

UN FOTOGRAMMA DEL VIDEO RIPRESO AGLI INFRAROSSI

UN FOTOGRAMMA DEL VIDEO RIPRESO AGLI INFRAROSSI

Neppure il radar a bordo dell’elicottero è stato in grado di registrare il tracciato dello strano velivolo. Il pilota ha cercato più volte di mettersi in contatto con l’UFO utilizzando le consuete lunghezze d’onda radio multinazionali, ma senza mai avere risposta. L’avvistamento si è concluso quando l’oggetto è scomparso tra la spessa coltre di nubi e l’elicottero è dovuto rientrare alla base. Una volta a terra, i due ufficiali hanno raccontato ai superiori quanto avevano visto e ripreso e il video è stato inviato al CEFAA perché fosse analizzato.

Sono stati l’allora direttore dell’ente governativo, il generale Ricardo Bermudez, e il chimico nucleare Mario Avila ad intervistare i due militari presso la base della Marina. “Questi testimoni mi hanno molto impressionato- ha detto Avila alla Kean – perché erano professionisti davvero ben addestrati, con tanti anni di esperienza ed erano assolutamente certi di non poter spiegare quello che avevano visto. Entrambi hanno messo per iscritto la loro testimonianza. Uno dei due, un capitano, ha detto che l’oggetto aveva una struttura piatta e allungata, l’altro lo ha descritto bianco, con una forma semi ovale lungo l’asse orizzontale.”

A rendere particolare questo video, in parte in bianco e nero (le riprese agli infrarossi) e in parte in HD, è la strana scia che per ben due volte l’oggetto ha emesso. In un caso, si vede infatti che scarica un qualche tipo di gas o di liquido ad altissima temperatura, dato che risulta molto scuro, quasi nero, nelle immagini realizzate dalla telecamera termica.  Appare come un enorme pennacchio bollente che si allunga nella parte posteriore del misterioso velivolo. In un secondo momento, il fenomeno si ripete. Nelle immagini in HD, invece, il materiale emesso non è distinguibile, si confonde con le nuvole.

LA STRANA EMISSIONE FUORIUSCITA DALL'OGGETTO VOLANTE

LA STRANA EMISSIONE FUORIUSCITA DALL’OGGETTO VOLANTE

Come dicevamo, questo filmato straordinario è stato a lungo esaminato dalla commissione scientifica del CEFAA, che si è riunita più volte per cercare di comprendere la natura dell’oggetto. Secondo l’attuale direttore ad interim del comitato cileno, Jose Lay, gli esperti sono rimasti senza parole. “Che diavolo è?”, si domandavano anche loro. Ogni ipotesi che è stata formulata non ha retto e ogni spiegazione convenzionale si è dimostrata infondata. “Non sappiamo cosa sia, ma sappiamo cosa non è”, ha sintetizzato alla Kean l’ex direttore Bermudez.

Gli analisti francesi di Louange hanno ad esempio sostenuto che l’oggetto fosse un aereo di medio raggio in procinto di atterrare all’aereoporto di Santiago. Per loro, la scia osservata nelle due occasioni era probabilmente il risultato dello scarico di acqua di scarto che formava un pennacchio orientato lungo il vento che soffiava da ovest. Una spiegazione ritenuta impossibile dalla commissione cilena per varie ragioni. Innanzitutto, un aereo sarebbe stato tracciato dai radar. Un velivolo normale avrebbe poi dovuto richiedere l’autorizzazione prima di atterrare e avrebbe risposto alle comunicazioni radio.

L’emissione rilasciata dal velivolo, soprattutto,  non poteva essere acqua. In quel caso, sarebbe subito precipitata a terra per via della temperatura calda dell’aria. Secondo la NASA, le scie di condensazione sono nubi prodotte dall’uomo che di solito si formano ad altitudini molto elevate (sopra gli otto chilometri) dove l’aria è estremamente fredda. Per questo le scie di condensazione non si formano quando l’aereo decolla o atterra, ma soltanto mentre è in quota di crociera. Ed ecco perché, per gli esperti della CEFAA, il pennacchio dovrebbe essere stato un tipo di gas o energia, non qualcosa di tangibile come l’acqua.

AD EFFETTUARE L'AVVISTAMENTO, UN ELICOTTERO MILITARE SIMILE A QUESTO

AD EFFETTUARE L’AVVISTAMENTO, UN ELICOTTERO MILITARE SIMILE A QUESTO

Ma lo studio del video ha confermato la posizione dell’UFO: viaggiava effettivamente alla stessa altitudine dell’elicottero della Marina Militare, che si muoveva ad una velocità costante di circa 120 nodi, proprio come avevano affermato i due testimoni. Ugualmente, anche la distanza tra i due mezzi in volo era praticamente quella stimata dal rapporto scritto dagli ufficiali cileni, ovvero di 55 chilometri. Insomma, i due militari si sono dimostrati competenti e precisi.

Ma sono state eliminate, una dopo l’altra, anche altre ipotesi più tradizionali. Quell’oggetto non poteva essere un pallone meteo– nessuno di essi era presente in zona in quel momento né si sarebbe comportato come l’oggetto ripreso dall’elicottero. Non si trattava neppure di un drone: tutti devono essere registrati al DGAC e prima di farli volare è necessario ottenere l’autorizzazione. Inoltre, un drone sarebbe risultato sui tracciati radar. La Marina ha escluso che fossero in corso esercitazioni militari del Cile o congiunte con altri Paesi alleati: l’Ammiraglio che comanda l’arma ha negato che potesse essere un velivolo sperimentale o segreto, anche straniero.

 L’astrofisico Luis Barrera ha preso in esame la possibilità che l’oggetto fosse  spazzatura spaziale di rientro nell’atmosfera. Ma anche in questo caso i controlli incrociati hanno escluso l’ipotesi, tanto più che un rottame sarebbe caduto in verticale e non avrebbe volato orizzontalmente. Due esperti di esplosivi del CEFAA hanno poi convenuto che un veivolo tondeggiante come quello sarebbe scoppiato per via della pressione interna e si sarebbero viste le fiamme. Senza contare che -secondo il protocollo- tutte le Nazioni vengono informate quando è previsto il rientro di oggetti in ricaduta dallo spazio.

UN INGRANDIMENTO DELL'UFO CILENO

UN INGRANDIMENTO DELL’UFO CILENO

Lo stesso Barrera ha poi notato la natura bizzarra dello strascico prodotto dall’oggetto. Nella prima emissione, il materiale è fuoriuscito da due diversi punti per poi unirsi in un’unica scia ed era visibilmente bollente, mentre la seconda emissione doveva essere molto meno calda visto che nelle immagini infrarosse appare più chiara e semitrasparente. E- altro elemento singolare- nelle immagini in HD  praticamente la “coda” non si vede perché si confonde tra le nuvole. Senza la telecamera termica, lo stesso oggetto bianco sarebbe stato praticamente impossibile da distinguere. Verrebbe da domandarsi cosa possa mai accadere ogni giorno, tra le nubi, a nostra insaputa…

Tutte le analisi sul filmato hanno poi confermato che l’oggetto era reale, tridimensionale e aveva il controllo sui suoi movimenti. Insomma, non si muoveva spinto dal vento, rifletteva la luce del sole ed emanava una sorta di energia (la sua temperatura era superiore ai 50°C). Il video risultava integro, privo di manipolazioni e di modifiche al computer in fase di montaggio o di lavorazione delle immagini. E ovviamente non si trattava di un volatile, di un insetto, di un paracadute o di qualcosa del genere. “Si può concludere che l’oggetto abbia tutte le caratteristiche per essere classificato tra i fenomeni aerei non identificati”, ha affermato il capo del team di ricerca, Alberto Vergara, del Dipartimento di Fotogrammetria dell’Aeronautica Militare.

“È uno dei casi più importanti della mia carriera come direttore del CEFAA”, ha dichiarato il Generale Bermudez. Concorda Jose Lay, che lo ritiene un avvistamento tra più sorprendenti ed affascinanti in assoluto. “Si tratta del nostro primo video ripreso con una sofisticata camera agli infrarossi,  è la prima volta che abbiamo visto l’emissione di una sostanza da un fenomeno aereo non identificato ed è la prima volta che abbiamo un avvistamento durato oltre nove minuti ad opera di due testimoni  altamente credibili.

SABRINA PIERAGOSTINI

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