Il Progetto Galileo vuole scoprire cosa sono gli UAP e Oumuamua

Adesso scende in campo lui, Avi Loeb. Il professore dell’Università di Harvard che ha fatto balzare sulla sedia tutti i colleghi sostenendo la natura artificiale e tecnologica di Oumuamua- il primo viaggiatore interstellare avvistato dai nostri telescopi- ora vara un programma finalizzato all’ individuazione di tutte le anomalie scientifiche in circolazione attorno a noi, allo scopo di comprendere cosa sono e da dove arrivano. Insieme alla sua squadra di ricerca, il fisico teorico israeliano naturalizzato americano cercherà di dare risposte ai tanti interrogativi ancora aperti con una ricerca sistematica per scovare artefatti extraterrestri.

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UFO e UAP, non solo un problema americano…

UFO e UAP hanno guadagnato, negli ultimi mesi e soprattutto in queste ultime settimane, una visibilità sui media mainstream come non accadeva da decenni. Merito dell’attesissimo report consegnato dal Direttore della National Intelligence al Congresso degli Stati Uniti lo scorso 25 giugno. Un dossier piuttosto inconcludente, per molti versi anche deludente, ma che ha tuttavia un valore indiscutibile: ha riportato un argomento a lungo considerato tabù al centro della discussione della politica, della scienza e dell’opinione pubblica. E non solo Oltreoceano.

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«Anch’io ho visto un Tic-Tac sotto l’oceano»

Spunta un altro testimone tra il personale della US Navy, un altro ex militare che a distanza di anni ricorda e racconta pubblicamente un avvistamento anomalo di cui ancora oggi non si sa dare spiegazione. Anche lui avrebbe visto un oggetto oblungo, di colore bianco, molto simile al “Tic-Tac” avvistato e ripreso dai piloti della Marina americana nel 2004. Ma questa volta, lo strano intruso non volava: si è muoveva nell’oceano e si è poi velocemente inabissato.

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Niente UFO, siamo Inglesi…

Niente UFO, siamo Inglesi… Nella compassata Camera dei Lord di Sua Maestà Elisabetta II è entrato fugacemente un tema di strettissima attualità- cosa vola nei nostri cieli di così insolito da non poter essere identificato nemmeno dai Servizi Segreti degli Stati Uniti? Una questione che in America sta tenendo banco, per le ovvie implicazioni legate alla sicurezza nazionale e degli spazi aerei, ma che in Gran Bretagna sembra sollevare interrogativi molto meno pressanti, almeno stando al tenore della discussione che si è appena svolta in Parlamento: il governo Johnson non ha intenzione di condurre una propria indagine sugli oggetti volanti non identificati né sulla possibile minaccia che possono comportare.

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“Roba da fantascienza” nell’allegato classificato del report sugli UFO

Esistono,  ma non abbiamo la più pallida idea di cosa siano perché i dati sono insufficienti e comunque gli UAP superano la nostra capacità di comprenderli. Questa la sintesi estrema del report consegnato il 25 giugno 2021 al Congresso degli Stati Uniti. Un documento che ha deluso le aspettative di molti, per l’assenza di spiegazioni, di dati scientifici sul fenomeno, di informazioni dettagliate. L’unica novità sta nei numeri: oggi sappiamo che sono stati 144 i casi segnalati dai militari americani tra il 2004 e il 2019 e di questi solo uno è stato chiarito (era un pallone meteo sgonfio). Tutti gli altri erano e restano oggetti volanti non identificati. In una parola, UFO.

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L’America dopo il report sugli UAP: adesso cosa succede?

Dunque, ricapitoliamo: l’Intelligence della più grande superpotenza al mondo ha ammesso che negli ultimi 17 anni sono stati 143 gli oggetti volanti non identificati che hanno impunemente attraversato il suo spazio aereo, facendosi beffe dei suoi sofisticati sistemi di difesa. Parimenti ha riconosciuto che nel medesimo lasso di tempo, nonostante la sua tecnologia militare, una squadra ad hoc incaricata di indagare e svariati milioni di dollari stanziati in nero, non è stata in grado di capire cosa fossero e da dove venissero. In sostanza, un’ammissione di incapacità e incompetenza.

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