L’astronomo del SETI: “Per trovare ET, cerchiamo le Sfere di Dyson”

Sperare di individuare una civiltà aliena tecnologica, lontana decine se non centinaia di anni luce da noi, rimanendo semplicemente in ascolto di eventuali trasmissioni radio, non è la soluzione migliore. Molti studiosi lo dicono e lo sostengono da tempo, ma che ora lo riconosca anche l’astronomo più noto del Search Extra Terrestrial Intelligence, il programma di ricerca che fa proprio quello- cercare segnali intelligenti nello spazio con i suoi radiotelescopi sparsi in tutto il mondo- non può lasciare indifferenti.

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“La datazione della Sindone è sbagliata, è tutta da rifare”

Tutto da rifare. I test al radiocarbonio che 30 anni fa hanno sentenziato l’origine medioevale della Sindone non sarebbero attendibili, anzi, presenterebbero lacune e incongruenze tali da renderli non affidabili. A sostenerlo, in un articolo di Archaeometry, pubblicato nei giorni scorsi dal sito Onlinelibrary.wiley.com, sono un gruppo di ricercatori italiani e francesi che per la prima volta, dopo anni di richieste, hanno avuto accesso a tutti i dati grezzi del British Museum di Londra e li hanno potuti studiare.

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I macachi transgenici e il cervello umano

Ancora un esperimento sul DNA che fa discutere per le sue implicazioni etiche. E ancora una volta, è stato compiuto in Cina, dove i vincoli per la ricerca scientifica sono evidentemente meno stretti rispetto al resto del mondo. Dopo le gemelline potenziate– i primi esseri umani OGM della storia- adesso in primo piano ci sono dei macachi che gli scienziati di Pechino hanno modificato utilizzando un gene umano: praticamente, delle scimmie transgeniche. I risultati, pubblicati su una rivista scientifica cinese (National Science Review), sorprendono.

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La foto del secolo di un buco nero. E adesso?

La foto del secolo, così è stata definita la prima immagine reale di un buco nero. Lontano 55 milioni di anni-luce, nella galassia Virgo A (detta anche Messier 87 o M87), con una massa pari a 6 miliardi e mezzo quella del nostro Sole, questo mostro gravitazionale ha incantato tutti. Tutti entusiasti di fronte alla sua ombra circondata da quell’anello di materia incandescente che precipita al suo interno- proprio come se lo erano immaginato per decenni gli astrofisici in tutte le loro simulazioni e nelle rappresentazioni grafiche. La teoria ha trovato conferma nella realtà. Albert Einstein aveva ragione.

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Siberia, un meteorite dopo l’altro…

Una palla di fuoco che sfreccia nel cielo, quando è ancora giorno. Centinaia di testimoni e tante telecamere hanno colto il momento in cui l’ennesima roccia spaziale in caduta libera è entrata nell’atmosfera terrestre sopra la città di Krasnoyarsk, in Siberia. La meteora ha attraversato l’orizzonte da un lato all’altro, luminosa e rumorosa, lasciando dietro di sé una scia giallo-verde. E negli ultimi quattro mesi, da queste parti, di episodi del genere se ne sono verificati molti, forse troppi…

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Jean-Pierre Petit, l’astrofisico in contatto con gli Alieni

“Non mi interessa sapere cosa vogliono, mi bastano le informazioni che mi ​hanno dato”. A parlare, è Jean-Pierre Petit, una delle figure più controverse, discusse e affascinanti del panorama scientifico internazionale. Le informazioni alle quali fa riferimento sono quelle che gli hanno permesso di costruire un modello interpretativo dell’universo alternativo a quello corrente. Tutto merito- sostiene lui- di un gruppo di Alieni con i quali sarebbe in contatto da moltissimo tempo.

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