La vita aliena? “La troveremo tra 100 anni”

Quanto siamo vicini a scoprire le prime tracce di vita extraterrestre? Stiamo seguendo il metodo giusto per centrare l’obiettivo? Se lo sono chiesti i ricercatori riuniti al MIT, il Massachusetts Institute of Technology, il 2 agosto 2019 in occasione della prima conferenza scientifica dall’inizio dell’attività di TESS, il nuovo telescopio della NASA che ha preso il posto di Kepler nella ricerca di nuovi pianeti abitabili.

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Il senatore Walker: “Gli UAP sono una minaccia per la sicurezza”

No, non è più una questione sulla quale scherzare. E non è più un argomento per giornaletti scandalistici, visionari e complottisti. A parlare apertamente di UFO- meglio, di  UAP, Unidentified Aerial Phenomena, i Fenomeni Aerei non Identificati– ormai sono i quotidiani prestigiosi, i vertici militari e la politica. Merito (o forse è il caso di dire colpa) degli oggetti misteriosi incrociati in volo dai top gun della Marina Militare americana di cui tutto il mondo ormai è a conoscenza.

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I nuovi pianeti alieni scoperti da TESS

Questa volta il merito va a TESS, il Transiting Exoplanet Survey Satellite della NASA. È stato il telescopio spaziale del  programma Explorer a scovare gli ultimi tre pianeti extrasolari, in orbita attorno ad una stella a 73 anni luce da noi, nella costellazione del Pittore. Sono tra i più piccoli e i più vicini individuati finora e intrigano gli astrofisici per alcune caratteristiche molto particolari, ma anche perché li considerano un futuro terreno di caccia per la vita extraterrestre.

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Jill Tarter, la vita aliena e gli UFO

Quando troveremo la vita aliena? Come comunicare con le altre intelligenze del cosmo? La matematica è davvero un linguaggio universale? Dobbiamo difenderci da una potenziale minaccia extraterrestre? A queste e ad altre domande, arrivate via twitter, ha risposto l’astronoma Jill Tarter, ex direttore del centro di ricerca SETI di Mountain View. Un personaggio molto noto, in America: la sua figura ha ispirato il personaggio interpretato da Jodie Foster nel film Contact, tratto da un romanzo di Carl Sagan. L’intervista online è stata organizzata dalla rivista WIRED, che ha ripreso le risposte e ha postato il video.

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Seth Shostak: “Cosa ha cambiato l’allunaggio del 1969”

22 luglio 1969: l’Apollo 11 era sulla via di casa. Dopo lo storico allunaggio e la prima orma di un piede umano- quello di Neil Armstrong- impressa sulla polvere lunare, l’equipaggio stava percorrendo il viaggio a ritroso, per  poi ammarare, il 24 luglio, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico. Ma ad attendere i tre eroi dell’epopea spaziale non sarebbe stato, subito dopo,  un bagno di folla, ma un  periodo di isolamento. Motivo? Il rischio che avessero portato con sé qualche misterioso microbo extraterrestre.

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Luna, gli uomini che hanno fatto l’impresa

Cinquant’anni fa, la sbarco sulla Luna. Per la prima volta, un essere umano lasciava l’impronta del suo piede su un corpo celeste diverso dalla Terra- davvero “un piccolo passo per l’uomo, ma un grande balzo per l’Umanità”. Il 20 luglio 1969, davanti agli occhi del mondo intero incollato alla tv, si è scritta una pagina di storia. La prima di un libro ancora tutto da scrivere – quello dell’esplorazione spaziale- dove non mancano luci e ombre.

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