Addio a Paul Hellyer, il ministro che parlava di UFO

Molto prima che il mondo dell’informazione li trattasse seriamente, lui ne parlava già. Molto prima che il mondo della politica si interrogasse, lui aveva già le risposte. Paul Hellyer– ingegnere, saggista nonché ex ministro del governo canadese- aveva iniziato ad esporre in pubblico le sue convinzioni in materia di UFO nel 2005, con discorsi e interviste sempre più espliciti accusando gli Stati Uniti di nascondere la verità per interesse e opportunismo. Se ne è andato l’8 agosto 2021, all’invidiabile età di 98 anni.

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Il pilota che filmò il Tic-Tac: «C’è un secondo video»

C’era lui- Chad Underwood– su quel jet della US Navy che ha ripreso l’assurdo velivolo avvistato poco prima dal suo superiore, il comandante David Fravor. Era il 1o novembre 2004, un giorno come tanti, eppure eccezionale: perché quel giorno almeno 6 piloti della Marina statunitense hanno avuto un “faccia a faccia” con quello che oggi si chiama UAP ma che allora venne chiamato (non senza ironia) “Tic-Tac” in virtù della sua forma e del suo colore. A distanza di anni, una volta reso pubblico il filmato, i testimoni oculari di quell’avvistamento si sono fatti avanti un po’ alla volta, sia sui quotidiani che in tv . Nei giorni scorsi, anche Chad ha accettato di raccontare i fatti in un’intervista-video.

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USO o oggetti transmediali, cosa si nasconde sotto i mari?

Velivoli che si muovono indifferentemente nell’aria e nell’acqua. Oggetti misteriosi capaci di schizzare a folle velocità nella nostra atmosfera, ma anche di inabissarsi negli oceani sparendo ai sonar. Lo testimoniano i video finora resi noti dal Pentagono, lo raccontano i militari che hanno assistito a scene degne di film da fantascienza. Ora questi mezzi dalla tecnologia attualmente non in uso vengono definiti “transmediali” e sono presi con seria preoccupazione dall’Intelligence statunitense, ma fino a qualche anno fa venivano trattati alla stregua di leggende ed erano chiamati USO- Unidentified Submerged Objects. E di casi, nella storia dell’ufologia, non ne mancano. Continua a leggere

Il Progetto Galileo vuole scoprire cosa sono gli UAP e Oumuamua

Adesso scende in campo lui, Avi Loeb. Il professore dell’Università di Harvard che ha fatto balzare sulla sedia tutti i colleghi sostenendo la natura artificiale e tecnologica di Oumuamua- il primo viaggiatore interstellare avvistato dai nostri telescopi- ora vara un programma finalizzato all’ individuazione di tutte le anomalie scientifiche in circolazione attorno a noi, allo scopo di comprendere cosa sono e da dove arrivano. Insieme alla sua squadra di ricerca, il fisico teorico israeliano naturalizzato americano cercherà di dare risposte ai tanti interrogativi ancora aperti con una ricerca sistematica per scovare artefatti extraterrestri.

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UFO e UAP, non solo un problema americano…

UFO e UAP hanno guadagnato, negli ultimi mesi e soprattutto in queste ultime settimane, una visibilità sui media mainstream come non accadeva da decenni. Merito dell’attesissimo report consegnato dal Direttore della National Intelligence al Congresso degli Stati Uniti lo scorso 25 giugno. Un dossier piuttosto inconcludente, per molti versi anche deludente, ma che ha tuttavia un valore indiscutibile: ha riportato un argomento a lungo considerato tabù al centro della discussione della politica, della scienza e dell’opinione pubblica. E non solo Oltreoceano.

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«Anch’io ho visto un Tic-Tac sotto l’oceano»

Spunta un altro testimone tra il personale della US Navy, un altro ex militare che a distanza di anni ricorda e racconta pubblicamente un avvistamento anomalo di cui ancora oggi non si sa dare spiegazione. Anche lui avrebbe visto un oggetto oblungo, di colore bianco, molto simile al “Tic-Tac” avvistato e ripreso dai piloti della Marina americana nel 2004. Ma questa volta, lo strano intruso non volava: si è muoveva nell’oceano e si è poi velocemente inabissato.

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