L’enigma di Tunguska, trovata la spiegazione?

Nel cielo risplende un bagliore improvviso: mentre uno spaventoso boato rimbomba a centinaia di chilometri di distanza, l’aria si fa bollente e una enorme foresta viene rasa al suolo in pochi istanti. È lo scenario apocalittico vissuto dai pochi testimoni di uno dei fenomeni più misteriosi della storia recente, noto come l’Evento di Tunguska che si verificò la mattina del 30 giugno 1908 in una zona remota e quasi disabitata della Siberia. Un enigma al quale ora un nuovo studio ritiene di aver trovato risposta.

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E se fosse la Cina a captare, per prima, i messaggi di E.T.?

È il più grande radiotelescopio mai costruito: FAST- sigla di Five-hundred-meter Aperture Spherical radio Telescope, ovvero Radiotelescopio sferico con un’apertura di 500 metri- è lo strumento più tecnologico e avanzato a nostra disposizione per captare- e persino inviare- segnali nello spazio allo scopo di individuare una civiltà aliena in grado di comunicare con noi. Insomma, il non plus ultra per quanto riguarda il SETI- la ricerca di intelligenze extraterrestri. Ma FAST si trova in Cina…

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Gli UFO della Marina USA, ecco gli altri casi

Non erano casi isolati. Gli oggetti misteriosi inseguiti e ripresi in volo dai piloti della US Navy- “filmati autentici di reali fenomeni non identificati”, ha riconosciuto alla fine di aprile il Dipartimento della Difesa di Washington- non sono gli unici ad aver lasciato sbigottiti i vertici della Marina. Anzi, la lista degli avvistamenti di UAP– o se vogliamo usare la sigla più popolare, di UFO- è piuttosto lunga.

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Scoperta una Super-Terra al centro della Via Lattea

Vicino al centro della galassia, a quasi 25mila anni luce da noi, c’è un pianeta chiamato per ora in un modo quasi impronunciabile: OGLE-2018-BLG-0677Lb. In attesa di un nome più semplice, questo mondo alieno ha già ottenuto i suoi 15 minuti di celebrità per due motivi: primo, per le sue caratteristiche che lo rendono potenzialmente adatto ad ospitare la vita; secondo, per l’estrema rarità della scoperta. Trovarlo è stato come vincere alla lotteria.

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E se la prossima pandemia fosse aliena?

Un microorganismo alieno raggiunge la superficie terrestre precipitando insieme ad un satellite e inizia a contaminare il nostro pianeta, mentre le forze armate e gli scienziati tentano invano di contenerne i drammatici effetti. È la trama di un romanzo scritto più di 50 anni fa da Micheal Crichton, “The Andromeda Strain”: mai come adesso sembra di attualità, soprattutto ora che stiamo sperimentando gli effetti devastanti di un virus sconosciuto- pur senza provenire da un altro mondo. E la preoccupazione amplificata alla luce dell’attuale pandemia è reale, non è fantascienza.

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Nel meteorite marziano i mattoni della vita

Un oceano antico e profondo, ricco di composti organici, del tutto simili a quelli della Terra. Ma quell’estesa massa di acqua piena zeppa di carbonio e azoto- i mattoni base della vita- si trovava in un tempo remoto su Marte. A stabilirlo, sono stati alcuni ricercatori giapponesi riesaminando uno dei reperti più discussi degli ultimi decenni: la roccia di origine marziana scoperta nel 1984 in Antartide.

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