UFO triangolari e veicoli “transmedium” fotografati dai piloti della Navy

Sì, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sta prendendo la questione UAP molto seriamente. La conferma non arriva direttamente dal Pentagono, che in questi ultimi mesi ha deciso di chiudere di nuovo ogni comunicazione ufficiale in merito, ma da vari funzionari che spezzando la consegna del silenzio stanno rivelando dettagli sempre più sconcertanti. Come l’esistenza di foto nitide  scattate dagli stessi piloti dei jet militari: immagini che ritraggono mezzi aerei sconosciuti dalle prestazioni eccezionali, addirittura in grado di muoversi dall’acqua all’aria senza problemi. Ma andiamo con ordine…

LA Task Force PER INDAGARE SUGLI UAP UFFICIALMENTE È STATA CREATA NELL'AGOSTO 2020

LA TASK FORCE PER INDAGARE SUGLI UAP UFFICIALMENTE È STATA CREATA NELL’AGOSTO 2020

A fare il punto della situazione è Thedebrief.org, un sito che si occupa di argomenti legati alla difesa e alla tecnologia militare, creato e gestito da Tim McMillan, ex tenente di polizia e analista d’intelligence. In due post pubblicati all’inizio di dicembre, il blogger racconta la febbrile attività della UAPTF- la Task Force sui Fenomeni Aerei Non Identificati- ufficialmente nata solo lo scorso agosto (stando ai comunicati stampa), ma in realtà operativa almeno dal 2018. Numerosi i briefing informativi che l’unità speciale che fa a capo all’Ufficio di Intelligence Navale ha organizzato per mettere al corrente tanto le diverse agenzie governative quanto alcuni membri del Senato. McMillan lo può dire con certezza, perché ha parlato- dietro garanzia di anonimato- con vari funzionari civili e militari che hanno preso parte a quei meeting classificati (quindi, segreti) e di cui ha verificato le credenziali.

Scopriamo così che i più alti vertici dell’Esercito, già il 16 ottobre 2019, hanno ricevuto informazioni dettagliate su quei velivoli assurdi. In una e-mail, ottenuta grazie al Freedom Of Information Act, il vice comandante delle operazioni navali, l’ammiraglio Robert Burke, scrive al vice comandante dello staff del Comando Generale dell’Aeronautica, Stephen Wilson:«Ti raccomando di prendere l’informativa che io ho appena ricevuto dal nostro Direttore dell’Intelligence Navale Matt Kohler sui Fenomeni Aerei Non Identificati… Il segretario della Marina darà la stessa informativa domani alle 10». Pochi giorni dopo, il 21 ottobre, un altro incontro super-riservato sempre a tema UAP si svolge al Pentagono alla presenza di numerosi componenti della Commissione Forze Armate del Senato.  Secondo quanto trapelato dalle fonti anonime, durante quel briefing è stata illustrata l’attività dei due programmi ormai conclusi , l’Advanced Aerial Weapons Systems Applications Program (AAWSAP) e il più celebre Advanced Aerospace Threat Identification Program (AATIP).

UN OGGETTO VOLANTE RIPRESIO DAI PILOTI DELLA US NAVY

UN OGGETTO VOLANTE RIPRESO DAI PILOTI DELLA US NAVY

«Tutto vero», ha assicurato senza entrare nei dettagli Hal Puthof, il fisico fin dall’inizio coinvolto dal Pentagono e ora consulente di To The Stars Academy. Assoluto silenzio invece da parte della portavoce del Dipartimento della Difesa, Susan Gough, che si è trincerata dietro a un comunicato stampa per affermare che “il DoD non discute pubblicamente i dettagli  di avvistamenti o di analisi di incursioni nei nostri spazi aerei perché tali informazioni potrebbero essere utili ai nostri avversari e ciò include non discutere pubblicamente di UAP». Ma nonostante la totale chiusura, The Debrief è riuscito ad ottenere le confidenze di chi ha partecipato alla presentazione di quei report – “scioccanti”, stando alle loro parole. Dossier ampiamente diffusi  all’interno della comunità di Intelligence americana, sotto la supervisione della Direzione della National Intelligence.

Uno di questi rapporti del 2018 conteneva anche una foto ripresa dall’interno dell’abitacolo di F/A-18 con il cellulare personale del pilota e che-stando al racconto delle “gole profonde”- mostrava un oggetto volante non identificato argenteo, di forma cubica. Il report specificava che stava sospeso immobile a mezz’aria quando il jet lo ha avvistato: si trovava a un’altitudine di 30/35 mila piedi (quindi circa 9 mila/10.500  metri) e a circa 1000 piedi (300 metri) dal caccia militare. A detta delle fonti anonime, quella foto sarebbe ampiamente circolata all’interno della comunità di Intelligence: alcuni l’avrebbero vista caricata sull’internet del Dipartimento della Difesa chiamato SIPRNet, altri sulla rete online della NSA, altri ancora sul sistema di connessione internet della CIA.  Immagine che The Debrief  crede di aver ottenuto e l’ha pubblicata.

L'OGGETTO VOLANTE FOTOGRAFATO DA UN PILOTA MILITARE NEL 2018, SECONDO THEDEBRIEF.ORG

L’OGGETTO VOLANTE FOTOGRAFATO DA UN PILOTA MILITARE NEL 2018, SECONDO THEDEBRIEF.ORG

Più che un oggetto a forma di cubo, tuttavia, l’oggetto immortalato ricorda una campana rovesciata o una punta di freccia e presenta degli spigoli e protrusioni lungo il perimetro. La cosa si staglia contro il cielo azzurro, senza punti di riferimento  rispetto allo sfondo, e così risulta impossibile determinarne le dimensioni o la posizione. Tim McMillan l’ ha paragonata a una strumentazione per rilievi atmosferici ( un “GPS dropsonde”) rilasciata dagli aerei. Ipotesi esclusa da un esperto interpellato dal blogger- la forma e l’aspetto non corrispondono- secondo il quale potrebbe invece trattarsi di un pallone sonda oppure di un riflettore radar militare. Tuttavia, i piloti che lo hanno incontrato hanno negato queste possibilità: l’oggetto stava perfettamente immobile in aria e non sembrava in alcun modo risentire degli effetti delle correnti d’aria come una sonda  farebbe.

McMillan sottolinea comunque come fatto molto insolito e senza precedenti l’ampia condivisione dell’immagine tra gli addetti civili e militari della comunità di Intelligence americana. Fatto che si è poi ripetuto-e pure più ampiamente-  per un’altra foto, diventata addirittura virale tra i funzionari delle agenzie governative. Questa fotografia, definita dalle “gole profonde” intervistate da McMillan “estremamente nitida”, è stata scattata ancora una volta dalla cabina di pilotaggio di un F/A-18 con il telefonino di un top gun, ma l’oggetto ripreso aveva caratteristiche insolite. Era infatti un grande velivolo a forma di triangolo equilatero, con gli angoli tondeggianti e tre luci bianche perfettamente sferiche a ogni vertice. Sarebbe apparso davanti al pilota esterrefatto nel 2019, in prossimità della costa orientale degli Stati Uniti.

LA RESA ARTISTICA DELL'INCONTRO AVVENUTO NEL 2019

LA RESA ARTISTICA DELL’INCONTRO CON IL VEICOLO “TRANSMEDIUM”

A stupire il testimone soprattutto il comportamento di quell’UFO: lo ha visto emergere dall’oceano e ascendere velocemente in direzione verticale, mantenendosi perpendicolare alla superficie del mare, su in alto nel cielo. Il dossier lo definiva “Unidentified Submersible Phenomenon” (Fenomeno Sommergibile Non Identificato) o anche veicolo “transmedium” non identificato in grado di operare indifferentemente sotto l’acqua e in aria. Stando dunque a queste rivelazioni, è certo che gli avvistamenti dei piloti di Washington non si sono limitati a quei tre clamorosi episodi immortalati dai tre stra-noti video del 2004 e del 2015 che il Pentagono, obtorto collo, ha dovuto riconoscere essere filmati autentici di reali velivoli ancora senza spiegazione. No, sono proseguiti– come i testimoni oculari e gli insider del programma di ricerca avevano già dichiarato.

In particolare, la citazione dell’oggetto cubico del 2018 rispecchia la descrizione rilasciata dagli ex top gun della Navy intervistati dal New York Times lo scorso anno: avevano parlato di velivoli di quella forma da loro spesso incontrati nel 2015  durante le loro esercitazioni militari al largo della Florida, sull’Atlantico. Nessuno di loro, però, aveva ancora parlato di  UFO a forma di triangolo equilatero. Anche questa tipologia, tuttavia, non è certo una novità nella storia degli avvistamenti da parte di piloti, basti pensare all’incontro ravvicinato sopra l’aeroporto militare di San Damiano Piacentino del comandante Dante Golinelli (testimonianza esclusiva contenuta nel libro che ho scritto con Alberto Negri “UFO-Parlano i piloti”) nel 1966 oppure l’inseguimento da parte di due top gun nel marzo 1990 durante la cosiddetta “Ondata UFO del Belgio”. Così come- per quanto suoni strano- non è affatto una novità che i testimoni oculari raccontino di oggetti capaci di muoversi indifferentemente nell’acqua e nell’aria.

STANDO AI TESTIMONI, IL TIC TAC SI TROVAVA A PELO D'ACQUA

STANDO AI TESTIMONI, IL TIC TAC SI TROVAVA A PELO D’ACQUA

Lo stesso anomalo comportamento lo aveva dimostrato anche il “Tic-Tac della Nimitz”: in quel caso l’oggetto non era stato visto emergere dall’oceano, ma il ribollire spumeggiante dell’acqua sopra la quale il confettone bianco se ne stava sospeso ha fatto ipotizzare che fosse appena uscito proprio da lì. Tim McMillan ha chiesto a un esperto di tecnologia militare e analista della Difesa lo stato attuale degli studi per realizzare questo tipo di veicolo “transmedium”. La risposta di Steve Zaloga è stata tranchant: non è al corrente di nessuna tecnologia passata o presente in grado di garantire un movimento di veicoli attraverso l’aria e l’acqua. Forse è per questo- hanno rivelato ancora una volta le voci anonime interpellate dal sito- che la comunità di Intelligence degli Stati Uniti ammette ora la possibilità che questi mezzi sconosciuti siano guidati da “intelligenze di origine sconosciuta” e che l’ipotesi di “una tecnologia aliena o non umana sia una considerazione legittima”. Ma in ogni caso,  tutto ciò che riguarda la presenza di oggetti sconosciuti in movimento nei nostri mari è coperto da un segreto ancora più profondo rispetto a quello che occulta gli oggetti  in movimento nei nostri cieli.

UN FOTOGRAMMA TRATTO DAL VIDEO DEL PENTAGONO "GIMBAL"

UN FOTOGRAMMA TRATTO DAL VIDEO DEL PENTAGONO “GIMBAL”

Un riserbo impenetrabile avvolge infatti l’attività della Marina USA , i cui sommergibili nucleari dotati di avanzate apparecchiature sonar sono considerati il fiore all’occhiello dell’US Army, il non plus ultra a livello mondiale per la tecnologia militare. McMillan, per dare l’idea del manto di segretezza che la circonda, cita il caso di Bobby Ray Imman, Ammiraglio della Navy in pensione, che ha ammesso di essere stato a capo del Nationl Underwater Recoinassance Office, il NURO, decenni fa. Ebbene, il governo americano ancora oggi nega che il NURO sia mai esistito. La reticenza nel parlare di Fenomeni Sommergibili Non Identificati è quindi comprensibile: come spiegare che ci sono oggetti in grado di sfuggire al controllo di quei gioielli a propulsione atomica? Tuttavia-hanno dovuto ammettere gli interlocutori anonimi di McMillan- più volte i sottomarini nucleari con i loro sonar ultra sofisticati avrebbero registrato oggetti in movimento estremamente veloce nelle profondità del mare. Segnali subito archiviati come “anomalie” delle strumentazioni.

Ora dunque, secondo The Debrief, tutta l’attenzione del DoD si sta focalizzando proprio su queste meraviglie  la cui presenza sarebbe stata evidenziata oltre che dalla foto citata anche dai dati  raccolti soprattutto grazie alla MASINT, l’intelligence delle misure e dei segnali che serve a rilevare, tracciare, identificare o descrivere le caratteristiche distintive di target fissi o dinamici. Include spesso radar, sistemi acustici, intelligence nucleare,  chimica e biologica. Forse è proprio da lì sotto, dal mare, che questi oggetti fantastici arrivano ed è lì che si nascondono. Ma chi li ha costruiti? Chi li guida, fosse anche da remoto? Domande senza risposta, ammette McMillan. Nessuno dei suoi interlocutori, alcuni anche ai massimi livelli, come il Brigadiere Generale Bruce McClintock (ha ricoperto incarichi al top all’interno dell’USAF e del NORAD), sa rispondere. Impossibile che siano prototipi segreti americani, assai improbabile che siano invenzioni tecnologiche russe o cinesi. Quindi? L’analista alza le mani e conclude dicendo: almeno per ora, l’origine dei fenomeni aerei non identificati resta un mistero.

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