Anche gli Alieni producono smog e rumore?

Non basta più restare in ascolto, sperando di incappare in un messaggio inviato da un’altra civiltà lontana anni luce da noi e che cerca di mettersi in contatto. Il SETI- Search for Extra Terrestrial Intelligence- deve cambiare registro: gli studiosi impegnati nella ricerca di segnali di vita intelligente vogliono battere nuove strade per individuare altri elementi rivelatori della presenza di creature tecnologicamente avanzate su un altro mondo. Magari attraverso suoni prodotti involontariamente e l’inquinamento atmosferico. Il SETI 2.0 è pronto a partire.

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Ancora un UFO visto da un pilota: quando la verità?

È successo ancora. Un altro pilota ha avvistato un oggetto sconosciuto e dal comportamento anomalo. Un episodio segnalato alla FAA- la Federal Aviation Administration, che vigila sulla sicurezza dei voli negli Stati Uniti- e comunicato anche all’FBI. È successo in una tranquilla domenica pomeriggio, alla fine di febbraio, mentre un aereo di linea della American Airlines sorvolava la zona nord-orientale del New Mexico- lo stesso Stato, tanto per rinfrescare la memoria, del famigerato caso ufologico accaduto vicino a Roswell nel 1947. Ma questa volta il velivolo misterioso non è precipitato, si è limitato a sfrecciare accanto a un Airbus A320 per poi sparire ad altissima velocità.

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Nella galassia acqua (e vita) ovunque

Una scoperta-bomba, che potrebbe far cambiare radicalmente l’idea della vita nel cosmo e della sua diffusione – anche nel nostro sistema solare. Fino a oggi, gli astronomi hanno sempre ipotizzato che l’acqua sia arrivata sulla Terra in modo fortuito, grazie all’impatto di comete e asteroidi ricchi di ghiaccio, e lo stesso dovrebbe valere anche per il resto della Via Lattea, rendendo la presenza della magica molecola H2O una eventualità tutt’altro che frequente- essendo legata al caso. Ma alcuni ricercatori ora scompaginano l’intera teoria: dopo anni di indagini e verifiche, avrebbero trovato conferma all’ipotesi che l’acqua sia un elemento intrinseco ai mondi sparsi nella galassia perché sarebbe presente già durante la fase di formazione planetaria. L’acqua- e con essa, la vita- potrebbero essere ovunque.

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Perseverance, il viaggio è solo all’inizio

Tutto il mondo ha assistito con il fiato sospeso all’ultima missione della NASA su Marte, Mars 2020, con a bordo il robot Perseverance e il drone Ingenuity. Anche in Italia, un canale tv ne ha seguito in diretta i momenti più delicati della manovra di “ammartaggio”,  i quotidiani hanno riempito pagine su pagine. Già si prevede un boom di visualizzazioni, poi, per il video in alta qualità della discesa, postato online dall’agenzia spaziale americana. Eppure, è il quinto rover Made in USA a toccare indenne il suolo marziano: il primo a muoversi sul Pianeta Rosso era stato Sojourner, nel lontano 1997. Allora perché tutto questo clamore, tutto questo entusiasmo?   A far sognare è lo scopo dichiarato di Mars 2020: cercare e possibilmente trovare prove dell’esistenza di vita extraterrestre.

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La caccia al Pianeta X continua

I fan della saga di Shrek- l’orco buono della DreamWorks Animation- se lo ricorderanno: il regno di cui la moglie Fiona è principessa si chiama Far Far Away- “Molto, ma molto lontano”. Si devono essere ispirati a questo cartone animato gli astrofisici che hanno voluto chiamare, non senza una buona dose di ironia, FarFarOut– Moltomamoltofuori- il corpo roccioso più esterno al sistema solare finora individuato. Avvistato per la prima volta nel 2018, pochi giorni fa è arrivata la conferma: è proprio lui, per ora, l’oggetto con l’orbita più distante dalla nostra stella.

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Test sui frammenti di UFO, l’ammissione della DIA

Sorpresa- o forse no. Il Governo americano avrebbe effettivamente recuperato, negli anni, rottami provenienti da velivoli di ignota provenienza e natura -insomma, UFO-  precipitati sul suo territorio e li ha sottoposti ad esame. Lo sostenevano da sempre gli ufologi, lo aveva fatto capire l’ex funzionario del Pentagono Luis Elizondo, lo avevano scritto- citando come fonte l’astrofisico Eric Davis- anche i giornalisti del New York Times. Ora però a dirlo è la DIA- la Defence Intelligence Agency degli Stati Uniti- in risposta a una precisa richiesta avanzata da Anthony Bragalia, ricercatore e scrittore esperto di Roswell e Area 51.

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